Colpo Penne, Chieti agganciato

3 Dicembre 2018

Due errori di Alonzi regalano la vittoria ai vestini. Teatini ripresi in vetta da Capistrello e Sambuceto

CHIETI. Doveva essere il giorno della prima fuga stagionale. E invece il Chieti, sconfitto dal Penne, viene agganciato in vetta dal Capistrello e dal Sambuceto. Due errori del portiere Alonzi spianano la strada ai biancorossi che centrano il colpo grosso all’Angelini (vittoria storica dopo 36 anni) con i baby Bianchini e Rachini, figlio d’arte, entrambi classe 1999. Al di là degli episodi (su entrambi i gol sono evidenti le responsabilità di Alonzi)il Penne ha meritato la vittoria contro un Chieti che continua a soffrire le pessime condizioni del terreno di gioco. L’Angelini, ridotto a pezzi, inizia ad essere un problema serio. La squadra di Lucarelli, così come successo con il Nereto, è stata penalizzata dal campo e non è riuscita a costruire gioco. Nemmeno il ritorno di Delgado è servito per ridare più incisività al reparto avanzato. La prestazione dello spagnolo, apparso in ritardo di condizione dopo il lungo infortunio, è stata insufficiente e Lucarelli lo ha sostituito a metà della ripresa. Delgado non ha preso bene il cambio ed è tornano direttamente negli spogliatoi. Il Penne ha giocato la partita che doveva fare, sfruttando le sue caratteristiche. Una prestazione di grande sacrificio per i biancorossi che hanno chiuso tutti gli spazi e sfruttato le ripartenze. Dopo un brutto primo tempo dove succede poco e niente, il Penne colpisce nel momento migliore del Chieti che nella ripresa, con Morales in cabina di regia al posto di Pacella, gioca più in verticale e crea due buone occasioni con Marfisi e Delgado. Ma al 29’ l’uscita a vuoto di Alonzi regala il vantaggio al neo entrato Bianchini che di testa, su assist di Casimirri, sblocca il risultato. Lucarelli le prova tutte, facendo esordire il neo acquisto Toro e gettando nella mischia anche Cellucci e l’acciaccato Farindolini. Ma la reazione dei neroverdi è tutta in una conclusione di Micciché respinta dalla difesa vestina. In pieno recupero, poi, Alonzi compie un altro pasticcio. Su un retropassaggio di Ricci, il portiere neroverde, ingannato dal rimbalzo del pallone, sbaglia il rinvio e manda in porta Rachini, figlio di Paolo, allenatore del Francavilla, che gela l’Angelini e chiude la partita. Per il Chieti è il secondo passo falso casalingo. E domenica c’è lo scontro diretto al vertice con lo Spoltore. «Abbiamo fatto male», ammette il tecnico Lucarelli. «Abbiamo perso meritatamente. Abbiamo preso gol su due infortuni difensivi, ma non siamo riusciti a fare la partita. Il campo? Non voglio dare alibi ai giocatori, ma oggettivamente è difficile giocare su un terreno del genere. Una squadra come la nostra che deve imporre il proprio gioco parte sempre con l’handicap. Io ho già detto quello che penso, spero che la società faccia quello che deve fare». Il problema dell’Angelini va risolto e i dirigenti stanno cercando una soluzione. «Ora, però, dobbiamo restare tranquilli», dice Lucarelli. «Non dobbiamo avere paura. Fortunatamente, siamo ancora primi anche se non ha senso guardare adesso la classifica. Abbiamo il tempo di migliorare. Ho massima fiducia nei ragazzi che ora vanno tirati su di morale. Delgado? Era arrabbiato con se stesso per la prestazione. Ho forzato a metterlo dentro, ma viene da un infortunio e non aveva lo spunto. Deve ritrovare la giusta condizione e noi lo aspetteremo».
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