Com’è cresciuto Aquilanti! Sembra il miglior Troest

24 Settembre 2015

Il ragazzo della “167” è l’unico lancianese doc: il gol resta il grande cruccio

LANCIANO. Federico Amenta che torna a giganteggiare e Antonio Aquilanti che gioca con esperienza e sicurezza sempre crescenti: la coppia centrale della Virtus Lanciano in questo avvio di stagione non sta facendo rimpiangere Magnus Troest, il titolare inamovibile negli ultimi due anni che in estate è partito per Novara non senza qualche preoccupazione. Se Amenta sembra semplicemente ridiventato quello dei giorni migliori, Aquilanti dà l’impressione di progredire costantemente: la prova offerta contro il Vicenza ha confermato il suo momento di forma, che comunque sta attraversando un po’ tutta la squadra allenata da Roberto D’Aversa: «Abbiamo trovato di fronte, come ci aspettavamo, una formazione forte che ha tanta qualità lì davanti», dice Aquilanti del Vicenza, «abbiamo fatto quello che abbiamo preparato con l’allenatore in settimana, anche se all’inizio abbiamo trovato qualche difficoltà. Ma poi siamo usciti fuori bene e abbiamo avuto diverse occasioni per andare in vantaggio. La partita è stata equilibrata», aggiunge il difensore rossonero, «ma ai punti meritavamo qualcosa in più, anche se inizialmente abbiamo sbagliato qualche appoggio di troppo: quelli che potevano essere nostri contropiede hanno rischiato di diventare ripartenze pericolose del Vicenza». Fatta eccezione per parte del primo tempo, la Virtus non ha però subito granché, grazie anche al lavoro nelle retrovie. Ormai si può dire che ad Aquilanti, dopo l’assist che a Trapani ha fruttato il pareggio siglato da Eric Lanini, manchi davvero soltanto il gol.

Lo aspetta lui, ma anche amici e famigliari che frequentano il Biondi, e per i quali è un beniamino particolare: è l’unico lancianese doc a militare nella Virtus Lanciano in serie B, e quindi quello che finora ha raggiunto il traguardo più alto con la squadra della sua città. Tanti suoi tifosi sono gli stessi amici d’infanzia con i quali è cresciuto nel popolare quartiere Santa Rita, quello che ai suoi tempi era semplicemente la “Zona 167”, e dove ha cominciato a tirare i primi calci nell’Atletico Lanciano, squadra minore che poi si è fusa nella Spal Lanciano. Dopo aver girovagato tra B e C, il ragazzo della 167 è tornato a Lanciano nel 2010, a metà tra centrocampista e terzino. Nella stagione della promozione in B si è scoperto centrale affidabile, e tra i cadetti proprio in questo ruolo è migliorato costantemente.

Spesso e volentieri lui stesso si è trovato a scherzare sui suoi limiti tecnici, ma ormai non gli è più concesso: vederlo alle prese con lanci, appoggi, anticipi di fino e qualche dribbling non meraviglia più nessuno. Un centrale completo insomma, e uno dei pilastri della vecchia guardia della Virtus allenata da Roberto D’Aversa: con le quattro partite di questo avvio di campionato sono diventate 146 le presenze con la maglia rossonera, e l’unico zero che resta è quello nella casella delle reti. In ogni caso, dopo la partita di martedì i pensieri di Aquilanti sono tutti per il collettivo: «Quello che abbiamo messo di più positivo in campo è stato l’atteggiamento da parte di tutti i ragazzi, e peccato per quell’ultima palla nel finale, perché potevamo trovare tre punti che sarebbero stati importantissimi!».

La Virtus poteva raccogliere qualcosa di più in queste prime giornate? «Stiamo facendo bene», risponde Aquilanti, «ma se consideriamo l’ultimo quarto d’ora di Trapani, e i primi venti minuti della ripresa col Vicenza, possiamo pure parlare di quattro punti persi».

Sabato a Modena si conclude una settimana di fuoco, con tre partite in sette giorni: «La serie B è così, lo sappiamo: faremo di tutto per recuperare le forze e andare al meglio della condizione a Modena, dove ci aspetta un’altra partita durissima: e come ogni partita», assicura il ragazzo della 167, «ci metteremo il massimo impegno per riportare un risultato positivo e regalare una gioia ai nostri tifosi».

Andrea Rapino

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