Condò: Teramo, grande opportunità

Il diesse ed ex calciatore biancorosso: «Conterà la preparazione atletica più dei valori tecnici, può accadere di tutto»
TERAMO. «I play off sono una grande opportunità». Lo pensano in molti, Luigi Condò lo dice espressamente riferendosi al Teramo che tornerà in campo il primo luglio nella speranza di iniziare una scalata verso la promozione in serie B.
Il 42enne direttore sportivo professionista - calabrese di origine e abruzzese di adozione - mastica la categoria: in sei anni vanta un campionato vinto con il Neapolis dalla serie D alla C2; i play off persi col Trapani per la C1; un campionato vinto con il Cosenza in Lega Pro; e una salvezza con il Barletta in Lega Pro. A Teramo ha giocato alla fine degli anni Novanta. Era la squadra di Ettore Donati e l’allora terzino-centrocampista ha collezionato 14 presenze con la maglia biancorossa prima di essere fermato da un infortunio. «Ho bei ricordi della città e dell’ambiente», commenta Condò. «Ho visto più volte il Teramo in questa stagione e la sensazione che mi ha lasciato è quella di una squadra poco assemblata per il semplice motivo che era nuova di zecca. Ha bisogno di tempo. E a mio avviso ha pagato dazio al fatto che molti giocatori erano alla prima esperienza nel girone meridionale, tradizionalmente più agonistico. Avevano bisogno di tempo. A me sono piaciuti Viero, che mi è sembrato un giocatore di prospettiva, e Piacentini, molto forte».
Ora i play off. «E dico che si tratta di una grande opportunità, perché per esperienza dico che la condizione atletica sarà importante più dei valori tecnici. Può accadere di tutto, a maggiore ragione dopo un lungo stop. Senza contare la vetrina per i giovani che avranno modo di mettersi in evidenza agli occhi degli osservatori».
Le favorite? «Bari e Ternana hanno speso tanto e puntano dritto alla B, ma...».
Per il Teramo meglio Virtus Francavilla o Catanzaro come avversario? «La Virtus Francavilla è una miscela tra giovani e giocatori di esperienza come Vazquez e Perez che sono giocatori importanti, il resto mi sembra una squadra normale; il Catanzaro, invece, è stato costruito per un campionato di vertice, se sta bene è un osso duro».
Dai play off alla serie C e al suo momento di difficoltà. «É dura per tutti, a maggior ragione nelle serie minori. In serie A e B grazie ai diritti televisivi e a qualche plusvalenza si riescono a reggere i costi; in Lega Pro e in serie D è molto più difficile. Credo sia necessaria una riforma mirata ad abbassare i costi per la lega pro in quanto non essendoci entrate a parte gli spettatori e gli sponsor serve abbattere i costi di gestione. Il semiprofessionismo permetterebbe anche di pagare meno tasse ed evitare il collasso del sistema. Anche perché i presidenti in questo momento pensano prima alle aziende, d dopo la pandemia».
Che cosa ha detto la serie C fino al momento della sospensione? «Per quanto riguarda il discorso tecnico», sostiene Luigi Condò, «credo che le squadre promosse in B, cioè Reggina Vicenza e Monza, abbiamo meritato. In Lega Pro ho visto giocatori interessanti come Anastasio del Monza, un terzino sinistro scuola Napoli che farà una grande carriera. Ricorda un po’ il Chiellini di Livorno, però più tecnico».
I biancorossi. La settimana lavorativa si è chiusa al Bonolis con una partitella mattutina domenicale in famiglia. 1-1 il risultato finale, con reti del giovane Capraro (trequartista, classe 2002, aggregato dalla Berretti) su assist di Bombagi per la formazione in maglia bianca e Lasik su punizione per la formazione in maglia rossa. (r.c.)
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