Connetti.it si sposta da Chieti a Nocciano

Il club del patron Angeloni ottiene la gestione ventennale di un palazzetto lasciato all’abbandono e lì trasferirà tutta l’attività
CHIETI. La Pallavolo Teatina, sponsorizzata Connetti.it, cambia casa. Lascia Chieti per trasferirsi a Nocciano, in provincia di Pescara. Circa 1.800 abitanti secondo le ultime rilevazioni. Lì, infatti, ha ottenuto la gestione ventennale dell’impianto sportivo di contrada Casali, in via Madonna delle Grazie. Un palazzetto dello sport costruito negli anni Novanta e da un po’ di tempo in abbandono. Si sono incrociate due esigenze: quelle dell’amministrazione comunale guidata da Lorenzo Mucci intenzionata a rilanciare la struttura pubblica e quelle della società teatina alla ricerca di palestre per svolgere l’attività agonistica di prima squadra e quella giovanile. La Pallavolo Teatina, che milita nel campionato di serie B1 femminile, ha ottenuto la gestione del palazzetto e in cambio svolgerà lavori di adeguamento per quanto riguarda spogliatoi, tetto, luce e riscaldamento. A Nocciano - circa venti chilometri di distanza - trasferirà gli allenamenti della prima squadra e delle giovanili e le ragazze a disposizione di coach Giorgio Nibbio che vengono da fuori regionale vivranno nel paese. La tribuna dell’impianto, ad oggi, contiene fino a 250 spettatori.
Nell’ultima stagione la Pallavolo Teatina ha iniziato a giocare le gare interne al PalaTricalle, poi si è spostata a Colle dell’Ara con la promessa che avrebbe ottenuto le gestione dell’impianto. Promessa disattesa. E così, dopo lo stop per la pandemia, con la prospettiva delle palestre scolastiche chiuse, ecco che la dirigenza teatina ha aguzzato l’ingegno, iniziando a lavorare su una soluzione che adesso è diventata ufficiale. Sarà rivitalizzato un impianto all’abbandono, più che altro per il mancato adeguamento alle progressive norme di sicurezza e antincendio, dove si giocava tutt’al più qualche torneo di paese o qualche partitella tra amici. Un palazzetto che con il tempo e senza manutenzione ha cominciato a dare segnali di decadenza. I lavori inizieranno già dalla prossima settimana e la squadra comincerà la preparazione proprio a Nocciano a fine mese. Un organico rifatto di sana pianta rispetto a quello che era quinto in classifica al momento della sospensione dei campionati nel marzo scorso. La società del patron Giustino Angeloni si è avvalsa delle conoscenze e del carisma del coach Nibbio (arrivato a Chieti nel dicembre del 2018 e protagonista del salto dalla B2 alla B1) per allestire un roster da medio alta classifica.
A maggio aveva pensato, addirittura, di acquisire un titolo di serie A2 di pallavolo femminile per compiere il salto di qualità, ma quando ha capito che giravano cifre folli e che le prospettive erano incerte, ha preferito concentrarsi su un progetto, quello della ristrutturazione e della gestione del palazzetto di Nocciano, in grado di garantire il futuro.
«Per noi è una bella scommessa destinata a valorizzare il palazzetto e a vivacizzare la nostra comunità», il commento del sindaco Lorenzo Mucci e del consigliere delegato allo sport Maurizio Simone. «Il paese negli ultimi anni ha fatto registrare una leggera ma costante crescita demografica in controtendenza con il trend generale. Con questa operazione diamo ulteriore vita a Nocciano e la possibilità di usufruire dell’indotto della presenza di una squadra di pallavolo femminile che disputa un campionato nazionale. Ovviamente, la struttura sarà a disposizione anche della nostra popolazione per quelle che saranno le esigenze delle scuole».
«Adeguare un'opera pubblica di queste dimensioni richiedeva grandi sforzi economici per un piccolo comune come il nostro», ha aggiunto Giovanni Savini, il vice sindaco, «con l'incognita di non avere una certezza sul suo decollo. Da qui la scelta di pubblicare un bando per la sua gestione a lungo termine».
«Ci sono dei lavori da perfezionare», ha detto Giustino Angeloni, patron della Pallavolo Teatina, «ma la strada mi sembra tracciata. Anche perché, vista la penuria di impianti disponibili in città e le norme stringenti anti-Covid, non potevamo fare altrimenti».
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