Conte: «Agnelli? Guardo all’Inter Col Parma daremo battaglia»

26 Ottobre 2019

MILANO. Antonio Conte respinge le polemiche, cerca di mantenere la serenità che si respira ad Appiano Gentile, e dribbla qualunque commento riguardo la frecciata di Andrea Agnelli sui mesi di...

MILANO. Antonio Conte respinge le polemiche, cerca di mantenere la serenità che si respira ad Appiano Gentile, e dribbla qualunque commento riguardo la frecciata di Andrea Agnelli sui mesi di squalifica nel 2012. La Juventus viene ridotta a «squadra che ci sta davanti», l'allenatore non la cita mai esplicitamente mentre risponde ad una domanda sul distacco dai bianconeri e sulle parole del presidente juventino: «Abbiamo iniziato un nostro percorso e dobbiamo essere bravi a guardare noi stessi e non agli altri. Se poi dobbiamo proprio farlo, è giusto guardare a chi ci sta davanti. Siamo orgogliosi di essere così vicini a chi ci precede». Conte evita di rispondere ad Agnelli e chiude il discorso sul nascere. Vuole solo concentrarsi sull'Inter, che oggi alle 18 a San Siro riceve il Parma. «Se è già la mia Inter? Penso che un'idea si possa intravedere anche dalle prime battute, non occorrono mesi», risponde Conte. «Se c'è un rammarico è quello di non poter lavorare tanto visto che si gioca spesso. Ci vorrebbe più tempo ma sono contento comunque». Tempo che all'Inter servirebbe soprattutto per svuotare l'infermeria sempre più affollata. Contro il Parma, e forse anche contro il Bologna martedì, non sarà convocato Sensi ancora non al meglio. Non disponibili neppure D'Ambrosio e Sanchez. Verso il forfait anche Vecino e Ranocchia, mentre sono da valutare De Vrij e Lukaku. Conte non si sbilancia sulle condizioni dei giocatori: «È un momento in cui dobbiamo fare di necessità virtù e superare le difficoltà legate agli infortuni. Non sarà semplice giocare dopo solo tre giorni, stiamo cercando di recuperare le energie».
Milan. Domani i rossoneri giocheranno alle 18 con la Roma. Sul momento delicato è intervenuto il dt Paolo Maldini. «Abbiamo ereditato una squadra con un passivo di 125 milioni, abbiamo fatto un mercato a zero l'anno scorso, siamo stati banditi dall'Europa anche per le gestioni precedenti», spiega Maldini. «Vogliamo rientrare a determinati livelli in tempi accettabili. Se nell'idea della società, ma non è così, c'è l'idea di tornare competitivi tra 15 anni e fare 12 anni da squadra di media classifica, noi non saremo a capo della direzione sportiva».