Conte d’assalto: «Non mi basta il pari»

Il ct azzurro contro la Croazia (a porte chiuse) pronto a virare sul 4-3-3: «Loro meritatamente primi ma vogliamo vincere»
È la partita più importante nella strada che porta alla qualificazione a Francia 2016. E all’appuntamento l’Italia arriva con tante assenze. Le ultime quelle di Verratti (ha lasciato Coverciano prima della partenza per Spalato) e De Rossi (ufficialmente infortunato nel corso della rifinitura). Sul charter non è salito Claudio Lotito, il presidente della Lazio-consigliere federale indagato dalla magistratura di Napoli a seguito della denuncia dell’ex dg dell’Ischia, Pino Iodice. Di solito, è sempre al fianco di Carlo Tavecchio, presidente Figc, nelle trasferte azzurre. Stavolta no, è rimasto a casa dopo le perquisizioni e l’avviso di garanzia di mercoledì. Ed è stato anche bacchettato («Se Lotito venisse squalificato un passo indietro sarebbe necessario») dal presidente del Coni Giovanni Malagò.
L’avvicinamento. Una vigilia piuttosto movimentata, dunque, in casa azzurra. Il ct Antonio Conte ne avrebbe fatto volentieri a meno, visto che questa sera vorrebbe scavalcare in classifica la Croazia e issarsi al primo posto in classifica, mettendo di fatto le mani sulla qualificazione agli Europei della prossima estate. «Ci aspetta una bella partita, tosta. La Croazia ha dimostrato di meritare il primo posto, noi cercheremo di batterla. È l’avversario più forte affrontato nel mio primo anno da ct. All’andata (1-1 a Milano nel novembre scorso, ndr) dissi che erano avanti e meritavano il primo posto. Ma oggi non firmerei per un pari: punto sempre al massimo, poi valuteremo se un pari verrà».
Si gioca a Spalato, allo stadio Poljud, a porte chiuse a seguito dei disordini provocati dai tifosi biancorossi contro la Norvegia. Qualche timore per l’ordine pubblico, fuori dall’impianto, visto che i rapporti tra la torcida dell’Hajduk e la federazione croata non sono buoni. Ma le forze dell’ordine hanno dato piene rassicurazioni. È la prima volta dell’Italia a porte chiuse. Spera anche che arrivi la prima vittoria in Croazia (l’ultima volta a Spalato 1-1 nel 1995, unica vittoria nel lontano 1942). È anche la prima volta di Conte con il 4-3-3 dall’inizio, visto che ha deciso di mettere da parte il 3-5-2. «Fa parte di un percorso di crescita», ha spiegato il ct, «e comunque anche il campionato ha messo in evidenza molti esterni d’attacco, quindi è giusto prenderne atto. Le assenze? Sì, hanno influito anche quelle su certe scelte. Ma non voglio alibi. Chi va in campo può e deve fare bene».
Però, farà uno strano effetto giocare a porte chiuse. «Sarà un handicap per tutte e due le squadre dal punto di vista dell’adrenalina», il commento di Conte.
La formazione. Un solo ballottaggio, a centrocampo: il doriano Soriano e il laziale Parolo si giocano una maglia da mezzala al fianco di Andrea Pirlo centrale e Marchisio centro-sinistra. Per il resto la squadra è fatta con De Silvestri, Bonucci, Astori (preferito a Ranocchia) e Darmian in difesa davanti a Buffon; in avanti il tridente composto da Candreva a destra, Pellè centravanti ed El Shaarawy a sinistra.
De Rossi è infortunato, ma Conte ha detto che potrebbe essere disponibile per la gara amichevole di martedì a Ginevra contro il Portogallo.
La Croazia. Anche il ct Nico Kovac deve fronteggiare alcune assenze: non ci saranno Modric, Corluka, Lovren e Jedvaj. ha recuperato Mandzukic al centro dell’attacco, nonostante un acciacco muscolare. E punta sulla vena realizzativa di Olicic. Confermato il 4-2-3-1 con la coppia di mediani composta da Brozovic e Rakitic, il centrocampista del Barcellona che sabato scorso ha segnato il primo dei tre gol con cui il Barcellona ha battuto la Juve nella finale di Champions League. Molto atteso anche l’interista Kovavic.
Arbitra l’inglese Atkinson, uno che fa giocare molto.
@rocccoletti1
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