Conte-Inter, dopo la pace futuro da costruire

Il tecnico al lavoro con il club. Si riparte da Lukaku, Brozovic in partenza. Skriniar e Lautaro in dubbio
MILANO. Il giorno dopo la ricucitura, è il momento degli interrogativi: sarà una pace lunga, duratura e stabile? Antonio Conte e l’Inter ricuciono un rapporto che sembrava logorato da mesi di picconate, di sfoghi, di incomprensioni. All’interno di Villa Bellini a Somma Lombardo, attorno a un tavolo, con la regia di Steven Zhang, ognuno dei protagonisti - Conte, Marotta, Antonello e Ausilio - ha provato a dire la sua, anche in maniera ruvida e diretta, nella speranza di ricominciare la stagione in un quadro definito e stabile. Poco trapela riguardo alle parole che sono state pronunciate ma qualche dubbio resta riguardo alla tenuta del patto di cui Zhang si è fatto promotore e garante. Nessuno dimentica le modalità sconcertanti con cui Conte e la Juventus si sono detti addio, il 15 luglio 2014. Già a maggio l’allenatore e il club bianconero erano arrivati sull’orlo della rottura. Poi, a metà luglio, dopo due giorni di preparazione pre-campionato, il tecnico annunciò la risoluzione consensuale del contratto, gelando l’ambiente e scioccando i tifosi. Altri tempi, diverse circostanze. Conte e Marotta si sono ritrovati all’Inter, un diverso cammino, molte le difficoltà. Lo scontento dell’allenatore salentino ha qualcosa di seriale e lo accompagna in ogni sua esperienza. Conte ha delle ragioni probabilmente reali eppure difficili da comprendere in profondità. La sua fama, la sua capacità, il suo talento fanno da contrappeso al carattere difficile e spigoloso, il carattere di chi con fatica accetta regole e prassi che non condivide fino in fondo. Un ruolo, quello di allenatore che probabilmente, gli va stretto: Conte vuole dettare legge sul mercato e chiede fiducia illimitata al club nerazzurro come ad altri precedentemente. È lui che intende stabilire strategie e obiettivi, sfuggendo in parte ai rodati rituali societari. È un allenatore inquieto che forse punta a reinventare un ruolo sul quale troppo spesso ricadono colpe e responsabilità di altri. Zhang ha cercato di rassicurarlo e ha trovato una strada - comunque stretta - per andare avanti insieme. La tenuta del patto sarà messa alla prova subito, con il mercato. Tonali arriva, Sensi resta, Barella anche. Brozovic lascia, Skriniar potrebbe partire e Lautaro si vedrà. Lukaku rimane un pilastro e un punto fermo, simbolo della riscossa nerazzurra. Il caso Messi rimescola le carte del mercato mondiale con effetti globali e imprevedibili.

