Conte prova a far pace con il buon calcio

6 Settembre 2015

Dopo lo scialbo 1-0 con Malta, il ct nasconde le carte e Buffon taglia il traguardo storico delle 150 presenze in azzurro

All’andata un gol di Eder nel finale ha evitato una sconfitta che avrebbe complicato i piani dell’Italia. Oggi, a Palermo (20,45), gli azzurri non dovranno commettere l’errore di sottovalutare la Bulgaria. È vero che il ko in casa con la Norvegia ha praticamente escluso la squadra del ct Petev dal discorso qualificazione, ma proprio per questo bisognerà diffidare di un avversario “ferito”, a caccia del risultato di prestigio.

Orgoglio. L’esultanza esagerata del ct Antonio Conte dopo il gol col braccio di Pellè, che ha regalato la vittoria nella gara con Malta (terzultima nel ranking europeo), è lo specchio del momento difficile che vive il calcio italiano. Le certezze sono poche e i calciatori di talento quasi in via di estinzione. Il commissario tecnico deve arrangiarsi col materiale umano a disposizione, con una preoccupazione in più: Andrea Pirlo è in fase calante. La sua velocità di pensiero è indispensabile nella costruzione del gioco. Giovedì a Firenze il “genio” è apparso poco lucido, spesso in difficoltà fisica. Si spera sia solo un problema di condizione. Verrattiè il suo erede ma deve limare alcuni difetti. Per esempio quello di toccare più volte il pallone prima di fare il passaggio. Può sembrare un dettaglio ma nel calcio di oggi anche le frazioni di secondo fanno la differenza. Gli azzurri sanno di non poter sbagliare e questa volta, e qui entra in ballo l’orgoglio, oltre a vincere (ciò che conta), dovranno convincere.

Buffon fa 150. Il portierone taglia un altro importante traguardo e si candida per il sesto Mondiale. «Non miro di certo alle 200 presenze in azzurro – ha detto il capitano –. Spero invece di farmi trovare sempre pronto e di fare ancora grandi prestazioni in azzurro». Buffon ha affrontato l’emergenza immigrazione. «È una situazione molto delicata, purtroppo non l’abbiamo mai affrontata come andava fatto. Invece, l’abbiamo sempre un po’ subita».

Il modulo. Antonio Conte non rinuncia al 4-3-3. Come sempre fa capire che ci saranno delle novità rispetto alla gara con Malta ma non anticipa le sue mosse. Possibile l’inserimento di De Sciglio in difesa e di De Rossi e Soriano a centrocampo. In attacco Zaza scalpita, anche se non gioca gare ufficiali da qualche mese.

Ct nervoso. Il commissario tecnico azzurro pare abbia una sfida personale con la stampa. Ogni conferenza ha sempre dei rimproveri da fare e conferma, nonostante si sforzi, di essere “allergico” alle critiche. «Chiunque ci incontra dà il massimo – le sue parole nella “pancia” dello stadio Barbera –. Non pensiamo certo di trovare una Bulgaria dimessa. Ancora abbiamo un allenamento, valuteremo chi ha recuperato o meno. Ho delle idee, vedremo. Pirlo? Alle 20.45 vedrete la formazione».

E sulle critiche piovute dopo la prestazione tutt’altro che brillante con Malta, il ct fa fatica a stare calmo: «Non sono dispiaciuto, le critiche fanno parte del gioco – spiega – . Dobbiamo stare zitti, lavorare e dare soddisfazioni».

Gli avversari. La Bulgaria avrà un grande vantaggio, essendo ormai (a meno di miracoli) eliminata, potrà giocare con la testa libera. Una cosa non da poco. La pressione sarà tutta sugli azzurri. Il ct Petev farà giocare la sua squadra con il collaudato 4-2-3-1, modulo che gli consente di stare abbottonato e sfruttare le ripartenze. L’Italia dovrà fare attenzione a non sbilanciarsi troppo. Cercare la vittoria senza fretta per evitare di esporsi alla velocità di Mitsanski e all’abilità nell’uno contro uno di Popov e Milanov.

«Conta solo portare a casa i tre punti», ha tuonato il presidente della Federazione Carlo Tavecchio, ma se non ci sarà un miglioramento sul piano del gioco, Conte dovrà masticare amaro e accettare le critiche. Per la qualificazione invece il successo può diventare decisivo, considerando anche lo scontro diretto tra Norvegia e Croazia.

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