Conte stuzzica Sarri: ora stai con i più forti

Una battuta dell’allenatore riaccende la rivalità con la Juve
MILANO. Una settimana fondamentale, per iniziare a misurare ambizioni e qualità della rosa, e da vivere con la carica della vetta solitaria della classifica: non c'è tregua per l'Inter che, dopo la vittoria sull'Udinese, torna subito a faticare ad Appiano Gentile per preparare il debutto in Champions contro lo Slavia Praga di domani (ore 18,55). Antonio Conte valuta i giocatori a disposizione, riproporrà probabilmente la coppia titolare Lukaku-Lautaro Martinez dopo aver rilanciato Politano in campionato, e affiderà ancora una volta le chiavi del centrocampo nerazzurro a Stefano Sensi, l'uomo in più dell'Inter, l'acquisto per ora più proficuo tra i colpi messi a segno da Marotta, un prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni. Sensi è la sorpresa di questo avvio di campionato, perché nei tre successi consecutivi che hanno proiettato i nerazzurri al vertice, c'è sempre la sua firma. Contro il Lecce ha segnato, dimostrando molta disinvoltura nel giorno del suo debutto davanti ai 60 mila tifosi di San Siro, è stato decisivo a Cagliari procurando il rigore realizzato da Lukaku e ha sbloccato la partita trovando il gol di testa contro un difensore alto 23 cm in più. La continuità di Sensi sta facendo la differenza. E probabilmente il Milan starà ripensando che forse avrebbe potuto alzare l'offerta col Sassuolo invece che cedere la mano in favore dell'Inter. Domani sera arriverà anche il debutto in Champions - in attesa del derby di sabato sera - , con ogni probabilità davanti agli occhi del presidente Zhang Jindong che sbarca a Milano e potrebbe assistere al match contro lo Slavia Praga il cui patron è il connazionale cinese Zhou Jinhui. Sarà l'occasione per il proprietario di Suning di vedere anche la nuova sede del club e complimentarsi con Conte e la squadra per l'ottimo inizio di stagione. Vincere davanti a Zhang sarà un imperativo per il tecnico nerazzurro che non accetta cali di tensione. Lo scudetto è un obiettivo di cui non vuole sentir parlare, troppe variabili. Molto dipenderà da eventuali passi falsi di Juventus e Napoli, proprio come quello compiuto dai bianconeri a Firenze.
Sarri ha dato la colpa anche all'orario e al caldo che si percepiva alle 15, diverso dalla temperatura serale. Parole che non sono andate giù a Conte: «Non voglio dire niente perché altrimenti dovremmo tirare in mezzo i bilanci e gli stati patrimoniali. Dico che qualcuno deve stare tranquillo e sereno perché sta dalla parte forte».
Risposta piccata che accende la storica rivalità tra i due club e quella tra i due tecnici, con la Juve che resta la favorita per il titolo e l'Inter pronta a recitare il ruolo d'antagonista. E il derby d'Italia, in programma a San Siro il prossimo 6 ottobre, sembra già iniziato. Prima però ci sono altri test da superare, ad iniziare dalla Champions. Perché il girone è di ferro e contro lo Slavia Praga i tre punti sono d'obbligo per le speranze del passaggio del turno.
Roberto Di Candio

