Conte, un calcio al bel gioco: «Per noi conta solo vincere»

L’Inter è a +11 sul Milan: parte il rush finale, servono 16 punti per la matematica Juve, Pirlo respira e adesso punta su Dybala per salvare stagione e panchina
MILANO. «Bel gioco? Noi abbiamo un obiettivo, per l’estetica andremo in un centro a farci un lifting». Antonio Conte riassume così la filosofia dell’Inter di oggi: pochi fronzoli, serve tornare a vincere perché l’obiettivo scudetto è sempre più vicino e ogni punto ora pesa almeno il triplo. La vittoria contro il Sassuolo ha messo lo scudetto nelle mani di Lukaku e compagni, considerando anche che nella storia nessuno ha mai recuperato 11 punti di svantaggio a 9 giornate dalla fine, ovverosia quelli che il Milan ha rispetto ai nerazzurri di Conte. E anche lo stesso tecnico si è voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe sul tema del bel gioco, pubblicando sui social il video del gol del vantaggio di Lukaku contro il Sassuolo: «Madonna come giochiamo male, che brutti», il commento di Alessandro Cattelan, noto tifoso nerazzurro, a cui lo stesso Conte ha risposto ridendo. Bel gioco o no, calcolatrice alla mano mancano 16 punti per avere la matematica certezza dello scudetto: potrebbero così bastare cinque vittorie e un pareggio nelle ultime 9 giornate, uno score non irresistibile considerando quello che sta tenendo l’Inter. Le 10 vittorie di fila nelle prime 10 gare del girone di ritorno sono un record, oltre ad una serie che in casa nerazzurra non si vedeva dalla stagione 2006/07, quando con Mancini in panchina la striscia si fermò a 17 (e arrivò lo scudetto con ben 5 giornate d'anticipo). Non sarà però semplice allungare la serie di vittorie consecutive, a partire dalla gara di domenica contro il Cagliari. Anche perché tra i nerazzurri mancherà il grande ex, Barella, out per squalifica. Dopo il Cagliari, ci saranno altre tre sfide delicate contro Napoli, Spezia e Verona: lì si capirà se i nerazzurri potranno festeggiare già in anticipo, magari tra le sfide contro Crotone e Sampdoria, soprattutto per evitare di arrivare con il fiato delle avversarie sul collo nelle ultime tre giornate, quando l'Inter troverà Roma, Juventus e Udinese.
Juventus. L’incubo del quinto posto è stato scacciato a tre punti di distanza. La Juventus, però, dovrà ancora sudare per conquistarsi la qualificazione in Champions: il Napoli ha subito una battuta d’arresto allo Stadium ma ci proverà fino in fondo, così come restano in agguato Roma e Lazio, seppur più lontane. Intanto, però, Pirlo ha ritrovato gioco e vittoria, oltre ad aver rafforzato la sua posizione dopo le delusioni con Benevento e Toro. Anche se il fantasma di Allegri continua ad aleggiare. «Serve sempre questo spirito, dove tutti e 11 giocano l’uno per l’altro e si sacrificano» l’appello del tecnico in vista del rush finale. Lo scudetto ormai ha preso la strada per Milano, sponda nerazzurra, e sotto la Mole è necessario cambiare obiettivi: «Vogliamo vincere questo mini-campionato finale, dobbiamo arrivare tra le prime quattro perché vedere la Champions alla tv in questi giorni ci ha dato fastidio» ha detto Pirlo dopo il successo che può rilanciare i bianconeri. Da qui in avanti, avrà un Dybala in più: «Ha giocato pochissimo, se ti viene a mancare un valore aggiunto come lui diventa tutto più difficile» il commento del Maestro sulla Joya. L’ultima conferma delle qualità dell’argentino è arrivata in 4’: tanto quanto è passato dal suo ingresso in campo al pallone che finiva alle spalle di Meret accarezzato dal mancino del 10 della Juve. Ora che è tornato, Dybala vuole essere protagonista, magari già a partire da domenica pomeriggio contro il Genoa. Morata, infatti, sembra bisognoso di riposo: più che dal punto di vista fisico, è sul piano psicologico che lo spagnolo sembra patire, senza reti ormai da un mese. Con il ritorno della Joya, in attacco è aperto il ballottaggio, mentre Ronaldo sarà il solito intoccabile.
Angelo Caradonna

