Convocazione nascosta all’atleta: società multata

12 Settembre 2018

Volley. Giocatore del 3 Fit Crecchio chiamato al raduno regionale ma il club non lo avverte

CRECCHIO. Viene convocato per far parte della rappresentativa regionale di pallavolo, ma la società in cui è tesserato glielo tiene nascosto. Salta così un allenamento e solo per il rotto della cuffia viene a sapere e può partecipare al secondo e ultimo raduno utile per la selezione del Trofeo delle Regioni, dal quale sarebbe stato escluso se assente. È quanto capitato a un atleta frentano di 17 anni, tesserato con il sodalizio 3 Fit Sport Dance Crecchio. Per questo comportamento scorretto e contrario alle direttive federali, il presidente della società è stato squalificato per cinque mesi e il sodalizio multato di 300 euro. I fatti risalgono al dicembre 2016 quando il ragazzo, tesserato con la società di Crecchio dal 2014, viene a sapere da un compagno che vi era stato un allenamento tenuto dal Centro di qualificazione regionale (Cqr) della Federazione italiana pallavolo per la selezione di giocatori per la rappresentativa abruzzese che avrebbe partecipato al Trofeo delle Regioni 2017 (Kinderiadi). La convocazione ufficiale era stata comunicata il 9 dicembre 2016 direttamente alla società, e tra i giocatori convocati da diverse società abruzzesi c’era anche il 17enne. Salta così il primo allenamento il 19 dicembre a San Salvo.
La stessa cosa succede nel marzo 2017: la convocazione arriva ma non viene comunicata al ragazzo. Ad accorgersene sul sito Fipav è l’allenatore che avvisa il giovane. Solo grazie ai genitori, che lo accompagnano al raduno a Lanciano, il 17enne riesce a partecipare. Colpiti dal comportamento della società, i genitori del ragazzo decidono di denunciare l’episodio alla Procura federale di Roma. Dopo le indagini vengono deferiti al tribunale federale Fipav sia la società che il presidente pro-tempore, Pasqualina Calvano.
Nella memoria difensiva il sodalizio riconosce il fatto contestato, riconducendo la propria condotta a una situazione di «forte attrito con gli allenatori del Cqr» dovuta al fatto che gli stessi erano collegati ad altro sodalizio operante nel territorio, e si scusa col ragazzo e i genitori. Per il tribunale la società avrebbe dovuto risolvere eventuali contrasti in altre sedi e non «violare i doveri istituzionali che competono ai sodalizi affiliati, né tanto meno ostacolare il perseguimento delle finalità federali e i programmi diretti allo sviluppo e alla crescita dello sport della pallavolo e, soprattutto, dei giovani atleti che lo praticano». Nel marzo scorso società e presidente vengono sanzionati. «È stato tenuto nascosto e impedito a un ragazzo di partecipare a una convocazione per la rappresentativa regionale», commenta l’avvocato Nicola Napolione, che assiste i genitori del 17enne, «il rapporto di fiducia è ormai compromesso e i genitori hanno chiesto il nulla osta per far giocare il figlio in un’altra società, ma è stato negato. Ora ci siamo rivolti alla Commissione tesseramento atleti della Federazione per chiedere lo scioglimento coattivo del vincolo per giusta causa». (s.so.)
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