Coppa America parata di stelle per il centenario

3 Giugno 2016

Torneo al via negli Stati Uniti. Higuain il più atteso Per la prima volta non ci sarà la “tripla sanzione”

Se la classifica Fifa non mente questa che comincia all’alba di domani, con la sfida alle 3.30 ora italiana tra Usa e Colombia al Levi’s Stadium di Santa Clara, sarà la Coppa America dal più elevato livello tecnico di sempre. La superfavorita Argentina del trio Messi-Higuain-Aguero è al numero 1 del ranking mondiale, per la gioia del suo ct “Tata” Martino che crede fermamente nel successo finale in terra statunitense, mentre il Cile campione in carica è terzo (ma senza più il suo tecnico-guru Jorge Sampaoli) e la Colombia quarta. Al settimo posto è risalito il Brasile, senza Neymar risparmiato per l’Olimpiade di Rio, mentre l’Uruguay del ct più longevo (il Maestro Tabarez guida la Celeste da dieci anni consecutivi) è nono e sogna in grande nonostante le condizioni fisiche del Pistolero Suarez non siano buone dopo l’infortunio nella finale della Coppa del Re di Spagna.

Per la prima volta si gioca a 16 squadre, perché questa è l’edizione del Centenario: la Coppa America è infatti il torneo per nazionali più antico del mondo, visto che si disputò per la prima volta nel 1916, quando trionfarono gli uruguayani. Per questa “prima volta” fuori dal Sudamerica, come paese ospitante sono stati scelti gli Stati Uniti, che hanno messo a disposizione dieci stadi.

Sarà anche il primo torneo senza più la cosiddetta «tripla sanzione», ovvero espulsione, rigore e squalifica per un fallo in area nel caso di chiara occasione da gol. Sono infatti divenute operative le nuove norme Ifab (che avranno un periodo sperimentale di due anni), approvate lo scorso marzo a Cardiff, che renderanno più sensate e meno irragionevoli alcune scelte arbitrali. Con le nuove disposizioni, quando un difensore (nel più classico dei casi è il portiere) interviene col fallo in area negando un’evidente opportunità di gol, scatterà solo l’ammonizione e non più l’espulsione. Il rigore, infatti, punisce già il fallo senza bisogno di lasciare una squadra in inferiorità numerica. Il cartellino rosso potrà comunque essere estratto dall’arbitro in caso di gioco violento, falli di mano o gol negato.

Tornando alla Coppa America, il Brasile di Dunga è sulla graticola. Il tecnico, in caso di ennesima brutta figura, dopo quelle nel girone delle eliminatorie mondiali, rischia il posto e intanto deve fare i conti con una serie impressionante di infortuni, che hanno tolto alla sua lista dei 23 Ricardo Oliveira, Douglas Costa, Rafinha, Ederson e Kakà. Così è stato ripescato Ganso per dare creatività a centrocampo nonostante la lentezza di base di questo calciatore eterno incompiuto, mentre in attacco il ct si affida alla nuova stella Gabigol, sogno di mercato della Fiorentina, erede di Neymar al Santos e in predicato di disputare anche le Olimpiadi. Non sembra comunque un Brasile da pole position, posizione che spetta invece all’Argentina: la generazione dei Messi e dei Mascherano non ha ancora vinto nulla e vuole dimenticare le delusioni delle finali perse ai Mondiali 2014 e alla Coppa America dell’anno scorso, a Santiago. In più nessuno ha la sua potenza “di fuoco”, con un Higuain reduce dalla strepitosa stagione col Napoli.

A impensierirla potrebbe essere soprattutto l’Uruguay, mentre il Cile sogna un fantastico bis e l’Ecuador, sorpresa delle qualificazioni mondiali, parte in posizione defilata.