Cori e insulti: la Nord contro Sebastiani

4 Febbraio 2020

La frattura tra la tifoseria e la società si acuisce nella notte che si chiude con la festa per il ritorno al successo casalingo

PESCARA. Daniele Sebastiani sceglie la via del silenzio. Dopo il triplice fischio i calciatori lo hanno abbracciato per festeggiare e forse anche per consolare il presidente che per l’intera durata del match ha subìto la contestazione dei tifosi della curva Nord. Tra questi Milos Bocic, l’autore del gol che all’ultimo respiro ha spinto il Pescara in zona play off. C’era curiosità per il possibile arrivo del patron che invece ha preferito disertare la sala stampa, probabilmente per non alimentare le polemiche. Da venerdì scorso, giorno di chiusura del mercato, si è acuita nuovamente la frattura con i Rangers. Che i rapporti fossero logori era noto da tempo, ma le recenti vicende hanno peggiorato ulteriormente i rapporti tra il gruppo storico della Nord e il presidente del Delfino.
E, nel corso della sfida contro il Cosenza, la parte più calda della tifoseria ha attaccato duramente il maggiore azionista del Pescara. Cori offensivi e ripetuti inviti a lasciare la società hanno fatto da cornice a un serata vivacissima, che sul campo e sulle gradinate ha regalato emozioni a ripetizione. Il divorzio da Luciano Zauri e la promozione in prima squadra di Nicola Legrottaglie hanno riaperto le vecchie cicatrici, con i Rangers che all’indomani delle dimissioni del tecnico marsicano avevano chiesto alla dirigenza di ingaggiare «un allenatore esperto e di categoria che spazzi via qualsiasi alibi ai giocatori» e di rafforzare la rosa con «calciatori pronti senza attendere il 31 gennaio (data dello stop alle trattative, ndc)». Al contrario, gli sportivi pescaresi hanno assistito alla partenza di Josè Machìn e al mancato arrivo di un centravanti. La situazione è diventata presto incandescente, nei punti di ritrovo e sui social network tanti supporters hanno esternato rabbia e malcontento. Addirittura, venerdì scorso, qualche minuto dopo la conclusione del mercato, fuori dallo stadio è subito apparso uno striscione contro Sebastiani. E le successive dichiarazioni del presidente non hanno rasserenato gli animi. «Se chi contesta ha in animo di portare qualche persona seria, io sono pronto a lasciare», le parole di Sebastiani. «Spendiamo dodici milioni e ne prendiamo sei di contributi. Se c’è qualcuno che ogni anno vuole mettere sei milioni di euro al posto nostro, ci facciamo da parte. Non c’è nessun problema. Si dice sempre che Sebastiani fa i soldi con il Pescara, ma finora mai nessuno si è fatto avanti per rilevare la società. Come mai? Vi siete chiesti il motivo? Se i tifosi non sono contenti, il prossimo anno ci andassero loro a fare le trattative, così si renderanno conto dei vincoli che ci sono per iscrivere la squadra al campionato». A questi commenti ieri i Rangers hanno risposto attaccando di nuovo il presidente con un altro comunicato. «Ora siamo stufi ed esasperati, adesso (Sebastiani, ndc) se ne deve andare!». Nella nota viene annunciato che la contestazione andrà avanti ad oltranza. «Non ci fermeremo qui, abbiamo pensato ad altre iniziative per poter mandare a casa uno dei peggiori personaggi che il Pescara abbia mai conosciuto. Il Pescara è dei suoi tifosi e non del presidente e questo lo deve tenere bene a mente. Noi gliel’abbiamo data e noi faremo di tutto per togliergliela. Tutti insieme dobbiamo cacciarlo!».
Due giorni fa Sebastiani ha dichiarato di non voler dare peso alla contestazione. «I tifosi devono stare vicini alla squadra. Io posso essere anche antipatico, ma l’importante è che tifino per il Pescara, non per il presidente». La Nord non lo ha risparmiato, però dall’inizio alla fine ha incitato i biancazzurri. Che dopo il triplice fischio hanno festeggiato a lungo sotto la curva.
Giovanni Tontodonati
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