Cori, striscioni e sfottò: la festa è biancazzurra

28 Agosto 2017

La curva Nord compatta e colorata, si fanno sentire anche i 1.400 foggiani Prima del match, uniti nel ricordo di Franco Mancini. Il piano sicurezza funziona

PESCARA. Sembrava il debutto tra due neopromosse. Ma se l’ entusiasmo dei tifosi del Foggia che hanno riassaporato il profumo della serie B dopo 19 anni era scontato, l’eccitazione del pubblico pescarese ha superato le aspettative. Troppa era la voglia dei supporters biancazzurri di vedere all’opera la nuova creatura zemaniana e irrefrenabile era (ed è) il desiderio di mettersi alle spalle una stagione orribile.
Clima di festa all’Adriatico già da qualche ora prima del fischio d’inizio, nonostante alla vigilia ci fosse un po’ di tensione a causa della forte rivalità tra le due tifoserie. Il piano sicurezza predisposto dalle Forze dell’ordine funziona alla perfezione e con la Sud interamente destinata agli ospiti non c’è alcuna possibilità che le due fazioni vengano a contatto. A vedere la partita ci sono anche Pio e Amedeo, i comici foggiani protagonisti del programma di Italia 1 Emigratis, che prima di salire le scale per accedere alla tribuna vengono bloccati da numerosi fan per un selfie. I due incrociano Daniele Sebastiani che sorridendo esclama: «Oggi ci mancate solo voi!».
All’interno lo stadio ribolle già mezz’ora prima dell’avvio del match. I 1.400 foggiani si fanno sentire subito, la Nord pescarese, compatta e colorata, risponde per le rime. Non mancano gli sfottò (e qualche offesa di troppo), ma quando arriva il momento di celebrare Franco Mancini tutti seguono la cerimonia con compostezza e commozione. Non può essere diversamente. A chi lo ha conosciuto, il portiere simbolo della Zemanlandia foggiana e preparatore dello staff del preparatore dei biancazzurri nel 2011-12 ha lasciato un vuoto incolmabile per la sua simpatia, bontà e disponibilità. I due capitani, Brugman e Agnelli, entrano in campo con le maglie dove c’è la scritta “Franco 1 di noi”, poi le consegnano ai tecnici, Zeman e Stroppa, sotto lo sguardo di Franceso Pio, il primogenito di Franco Mancini. Un lungo applauso accompagna la celebrazione che chiude l’attesa: la gara sta per cominciare.
In tribuna, solita sfilata di osservatori. Il posticipo fa si che all’Adriatico siano presenti i talent scout di tutte le società di serie B, oltre ad alcune di A (Milan, Inter, Atalanta, Udinese) e agli emissari del Genk, arrivati in Abruzzo per seguire Brugman. C’è anche Marco Sommella, l’agente di Nando Del Sole, che ovviamente non vuole perdersi il debutto del gioiellino biancazzurro. A qualche metro di distanza, spunta Maurzio Ganz che spera di seguire dal vivo il debutto in campionato di suo figlio Simone Andrea con la maglia del Delfino. Ma Zeman non si lascia impietosire e lo lascia in panchina per tutta la contesa. Maurizio, ex bomber di Inter, Milan, Atalanta e Brescia, avrà lasciato lo stadio un po’ deluso. La scena, infatti, se la prende tutta Stefano Pettinari che dopo appena 7 minuti manda in estasi l’Adriatico. Il vantaggio alimenta ulteriormente l’entusiasmo del pubblico pescarese che raggiunge livelli altissimi. I pescaresi dedicano anche uno striscione ai terremotati con la scritta “Vicini alla gente di Ischia”. Dalla parte opposta i supporters rossoneri non abbassano la guardia. Anzi, la reazione rabbiosa della squadra di Stroppa è molto apprezzata dai tifosi pugliesi che continuano a farsi sentire a gran voce. Al via del secondo tempo è tutto un altro Pescara. Zeman opera due cambi (Palazzi e Benali per Coulibaly e Capone) restituendo equilibrio al Delfino che dilaga. Il raddoppio di Pettinari e il 3-0 di Benali chiudono il match e nel secondo tempo i decibel sparati dalla Nord raggiungono l’apice. A fine gara l’apoteosi con l’urlo dell’Adriatico che saluta l’esordio positivo dei biancazzurri. Bella anche l’immagine dei 1.400 tifosi del Foggia che, nonostante l’1-5, applaudono la squadra a fine partita. D’altronde, se sulla panchina dei tuoi avversari c’è Zdenek Zeman ci sta che ci scappi il “cappotto”.
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