Corsa di San Martino festa con 4mila podisti

14 Novembre 2016

Trionfano i marocchini Douirmi e Lamachi, Falasca primo italiano

CONTROGUERRA. Venti anni di Corsa di San Martino, venti anni di questa gara podistica nata per gioco e trasformatasi nel tempo in un evento internazionale da 4 mila partecipanti. Anche quest’anno, in un 2016 difficile per le popolazioni del centro Italia a causa del terremoto. Controguerra non dista molto dalle zone colpite dal sisma, ma la manifestazione ha avuto uno svolgimento regolare. Solo una piccola variazione di percorso, quasi 600 metri in più rispetto ai canonici 15 chilometri, per evitare di transitare all’interno di centri storici danneggiati.

Lo sport anche come forma di rinascita, perché mai bisogna smettere di crederci, una considerazione che hanno fatto anche i numerosi atleti marchigiani, umbri e laziali presenti a Controguerra. In realtà, dei quasi 4 mila partecipanti (complessivi, tra la corsa competitiva e la non competitiva) molti sono giunti da fuori Abruzzo, a testimoniare anche la valenza turistica della Corsa di San Martino.

In ragione della variazione di percorso, non poteva esserci record della gara, ma in ogni caso va registrata l’ottima prova, con vittoria, del marocchino Said Douirmi che ha concluso in 48’ 40’’. Temeva molto le capacità in volata del suo connazionale Yassine Kabbouri, ma è riuscito a evitarla distanziandolo di 21 secondi al traguardo. Il podio lo ha completato Senibeta Adugna in 49’ 14’’ (etiope di nascita, cittadino italiano, di stanza in Abruzzo, dove è un idolo dei podisti), appena davanti ai marocchini Mohamed Haji e Tarik Marhnaoui. Sesto, e primo degli italiani di nascita, il marchigiano Andrea Falasca Zamponi, settimo l’olimpionico Alberico Di Cecco.

Il vincitore Said Douirmi è soddisfatto: «Sto preparando la maratona di Reggio Emilia, sono carico di lavoro. Temevo soprattutto la velocità nel finale di Kabbouri, sono riuscito a distanziarlo prima del rettilineo finale e va bene così. Voglio salutare tutto il pubblico di Controguerra che mi ha incitato tanto».

Diverso il discorso in ambito femminile perché Meryem Lamachi era davvero troppo forte rispetto alla concorrenza, anche lei marocchina, già trionfatrice a Controguerra nel 2010. Nella finish line è giunta addirittura 19ª assoluta in 55’ 57’’: «Avevo vinto qui nel 2010, tornare dopo 6 anni è sempre un’emozione. In questi anni, sono diventata mamma e sono felice ma voglio fare ancora tanto nella corsa, ad esempio vincere una maratona. Invio un forte abbraccio a tutte le persone colpite dal terremoto, lo sport non deve dimenticare».

Alle sue spalle, hanno fatto tutto il possibile e anche di più Simona Santini e Marcella Mancini (45 anni, originaria di Controguerra, in passato tricolore di maratona), giunte nell’ordine.

Oltre alla gara competitiva, è andata in scena anche una non competitiva denominata Mangialonga: una passeggiata mangereccia tra cantine e natura aperta assaggiando i migliori prodotti enogastronomici dell’Abruzzo. Uno spot per la nostra regione, cui hanno preso parte oltre duemila amanti di corsa e buon cibo.

Organizzazione come sempre appassionata e attenta, quella del gruppo podistico Avis Val Vibrata e in testa il trio Raffaele Traini, Alberto Pompilii e Mauro Scarpantonio. Il sindaco di Controguerra, Franco Carletta, racconta le difficoltà logistiche: «La situazione legata al sisma ci ha messo in apprensione, per fortuna qui c’erano le condizioni per far disputare la gara e non ci siamo tirati indietro. Questa è una corsa diversa dalle altre, non dimentichiamo che Controguerra ha appena 2.500 abitanti e che in questi giorni sono giunti nelle nostre zone almeno il doppio delle persone tra podisti e accompagnatori. Un applauso agli organizzatori:ogni anno riescono a fare miracoli».

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