Corsa e palleggi: Pescara rivede il campo

Allenamenti individuali (a turni) e facoltativi al Poggio degli Ulivi per undici biancazzurri agli ordini del preparatore atletico
PESCARA . In un’atmosfera strana, ma con tanta voglia di correre e scherzare. Ieri il Pescara ha riaperto le porte del Poggio degli Ulivi per gli allenamenti (facoltativi) e, nell’arco della mattinata, si sono presentati in undici al centro sportivo: i difensori Bettella, Elizalde e Masciangelo, i centrocampisti Memushaj, Crecco, Kastanos, Bruno, Clemenza e Melegoni, gli attaccanti Bocic e Bojinov. I biancazzurri sono stati divisi in due gruppi da quattro e uno da tre, hanno lavorato per 60’, in fasce orarie diverse, dalle 9,30 in poi. Si andrà avanti così fino a sabato e già da oggi aumenterà il numero dei calciatori che si alleneranno sui campi in erba sintetica di Città Sant’Angelo. Impensabile rivederli subito al top dopo circa due mesi di stop forzato, anche se il preparatore atletico del Delfino Riccardo Cantarini è soddisfatto. «Li ho trovati in discrete condizioni fisiche», afferma Cantarini che ha guidato le sedute insieme al collega Francesco Petrarca. «Devo dire che durante la quarantena si sono comportati in modo esemplare. Non si riparte da zero, anzi…». L’allenamento si è svolto in due fasi. Nella prima i ragazzi hanno eseguito un programma di mobilità articolare e lavori di prevenzione, mentre nella seconda si è passati alle capacità aerobiche con allunghi e corse di tipo intermittente. «Dopo una sosta così lunga è necessario ripristinare tutte le capacità condizionali». Lavorare da casa ha consentito alla squadra di conservare una preparazione fisica accettabile, ma è chiaro che gli allenamenti sul campo garantiscono performance superiori. Tra i vantaggi c’è la possibilità di correre sull’erba, una superficie morbida che riduce traumi articolari e affaticamenti. Almeno ieri, alcuni calciatori del Pescara hanno preferito proseguire con le corse in spiaggia. «Vanno bene ugualmente, basta farlo nello spazio che c’è tra la battigia e la sabbia asciutta». In ogni caso, essere seguiti da vicino dal preparatore è tutt’altra cosa. «Direi di sì. L’empatia è fondamentale nel nostro lavoro, seguire un atleta di persona è diverso rispetto a una lezione in videochat», spiega Cantarini che per un po’ dovrà rinunciare alle pacche sulle spalle per incoraggiare i suoi allievi, dal momento che bisogna rispettare la distanza di sicurezza di due metri. «Le pacche sulle spalle sono sempre utili», ammette Cantarini, «oggi (ieri, ndc) ho provato una strana sensazione nel non potermi avvicinare. Inoltre, il distanziamento non consente di effettuare i lavori specifici con il pallone che sono l’essenza del calcio. Solo quando arriverà l’ok per allenarsi collettivamente con la palla, la squadra raggiungerà la forma fisica ottimale». Tra gli osservati speciali Valeri Bojinov che tre mesi fa ha scelto il Pescara per rimettersi in gioco. «Si è allenato tantissimo, ha una grande voglia di tornare in campo». Stamani nuovo appuntamento al Poggio degli Ulivi con il menù che prevede lavori di forza e velocità che verranno alternati nei prossimi giorni alle sedute incentrate su aspetti metabolici (corsa). I biancazzurri arriveranno da casa vestiti con propri indumenti, portandosi l’acqua e l’asciugamano, come accadeva anni fa nelle sfide tra scapoli e ammogliati. Chi l’avrebbe mai detto!
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

