Corsa, talento e geometria: Squizzato faro del Pescara?

3 Ottobre 2024

Con l’infortunio di Lonardi il centrocampista diventa il regista dei biancazzurri

PESCARA. Ciak, si gira. Il film a tinte biancazzurre è sempre lo stesso e va avanti anche senza uno dei registi scelti da Silvio Baldini. L’obiettivo è quello di tornare in serie B e Niccolò Squizzato è ora il solo che avrà il compito di organizzare e rendere bello ed efficace il gioco del Pescara. In quel ruolo c’era anche Lorenzo Lonardi, ma il suo ginocchio ha fatto crack e la società ha dato un’iniezione di fiducia non da poco a Squizzato. Mercato degli svincolati chiuso, all’occorrenza daranno una mano Matteo Dagasso e Antonino De Marco. Niccolò Squizzato regista di un Pescara che sta facendo sognare una città intera dopo le recenti delusioni, una città che vuole tornare ad essere protagonista nelle categorie superiori. Tanti segnali belli con Zeman, ma anche qualche passaggio a vuoto nell'ultimo campionato.
Il cammino. Quest’anno le cose sono cambiate e già a Terni il film biancazzurro non aveva più quelle sfumature di horror che i quattro gol subiti a Pesaro o i cinque di Rimini avevano spesso portato nella stagione precedente. A dire il vero proprio a Rimini alla terza giornata Squizzato (con Tunjov) aveva un po' ricordato quel Pescara e Baldini ha subito messo le cose a posto. Sostituzione immediata, sguardo cattivo: da quel momento solo belle partite per il 22enne Niccolò Squizzato.
Le origini. E da oggi tante nuove responsabilità dopo l’infortunio di Lonardi. Ma che volete che sia per un ragazzo cresciuto nelle giovanili dell’Inter e che aveva Brozovic come modello da seguire. E presto quello che era solo un idolo è diventato un paragone importante. Perché per i dirigenti nerazzurri lui era il “nuovo “ Brozovic. Una storia particolare per il classe 2002 perché da piccolino non amava il calcio e se proprio doveva tifava Milan. Ma il destino lo ha voluto subito in nerazzurro e piano piano quel bambino che amava più giocare nel suo giardino che tirare calci al pallone è diventato un punto di riferimento dei giovani dell’Inter. Ben 12 stagioni con i nerazzurri, lo spavento per una brutta pubalgia e tanti trofei vinti. Nel mezzo la maglia azzurra e i brividi per l’inno ma anche l’esperienza con i più grandi. Era la stagione del Covid (2019-2020) e Antonio Conte lo fece aggregare in prima squadra. C’erano Lukaku, Barella e quel Brozovic che tanto lo ha ispirato.
Il predestinato. Atteggiamento e pacatezza da grande, ma carta d’identità di un bimbo: per molti era un predestinato. Piede educato, fisico e tanta eleganza oltre alla visione di gioco: Niccolò Squizzato era pronto per lanciarsi nel grande calcio ma non furono tutte rose e fiori. Ed allora ecco le esperienze lontano da Milano dopo il percorso in Primavera e l’assaggio della prima squadra. Juve Stabia e Renate nel suo destino prima dell’arrivo a Pescara, l’anno scorso. L’allora ds Daniele Delli Carri puntò molto su Squizzato. Contratto pluriennale e chiavi del centrocampo. L’inizio dell’annata fu promettente, senza dimenticare la prestazione sontuosa in casa con il Gubbio è l’eurogol segnato agli umbri. Ma anche troppi passaggi a vuoto. Vanno bene qualità ed eleganza ma troppe volte la “leziosità” aveva lanciato gli avversari verso Plizzari. Baldini con la sua bacchetta magica ha cancellato anche quel difetto e ora il regista Squizzato è pronto a dirigere il Pescara verso il sogno chiamato serie B. E Ascoli domenica sera sarà subito un bel palcoscenico per mettersi in mostra e per dire a tutti che il Pescara è in buone mani.
Enrico Giancarli
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