Covid, stadi con 5mila spettatori e niente tifoserie nelle trasferte

9 Gennaio 2022

Dopo la chiamata di Draghi a Gravina, l'assemblea dei club ha votato all'unanimità il provvedimento Restano al 50% di capienza oggi e alla Supercoppa di mercoledì. La Lega vince 3 ricorsi contro le Asl 

MILANO . La Serie A ha deciso: prima che intervenga il Governo, saranno gli stessi club ad autoridurre gli spettatori allo stadio. L'assemblea della Lega, convocata ieri d'urgenza dopo la telefonata tra il presidente del consiglio Draghi e quello della Federcalcio Gravina, ha infatti approvato all'unanimità una delibera che autolimita nelle giornate che si giocheranno il prossimo weekend e il 23 gennaio a 5.000 spettatori il massimo di presenze negli stadi per contrastare l'emergenza Covid, con i settori ospiti chiusi per evitare trasferimenti di tifosi da una città all'altra. Il provvedimento entrerà in vigore a partire da sabato. In sostanza, quindi, la giornata di Serie A in programma oggi, così come la sfida di Supercoppa italiana di mercoledì tra Inter e Juventus e le gare degli ottavi di Coppa Italia in calendario nella prossima settimana, si svolgeranno con capienza al 50% negli stadi (come previsto nell'ultimo Decreto), mentre le partite di Serie A in programma il 16 e il 23 gennaio vedranno al massimo 5.000 tifosi negli impianti, allo stesso modo delle gare di Coppa Italia in calendario tra il 18 e il 20 gennaio. Dopo la pausa per la nazionale, prevista dopo il 23 gennaio con ripresa del campionato il 6 febbraio, si ritornerà alla capienza prevista per legge. Una autolimitazione per venire incontro alla situazione particolarmente delicata delle prossime due/tre settimane e un segnale anche verso il Governo di aver capito il momento complesso a livello nazionale, ma soprattutto un tentativo di non far chiudere del tutto gli stadi: d'altronde, sottolineano alcuni dirigenti, è difficile legare l'esplosione dei contagi al mondo del calcio, considerando che tra il 23 dicembre (ultima giornata del 2021) e il ritorno in campo si è passati da 44mila a oltre 200mila con gli stadi chiusi. Motivo per cui non sono mancate le perplessità all'interno dell'assemblea, con qualche presidente che ha sottolineato la disparità di trattamento, ad esempio, con i cinema, che oltre ad aver ricevuto 1,5 miliardi in ristori (contro i soli 5 milioni per la Serie A), non hanno chiusure previste all'orizzonte. Senza considerare il fatto che per qualcuno limitare le capienze negli stadi è anche un disincentivo alla vaccinazione. Bisognerà, tuttavia, vedere se la autolimitazione a 5mila spettatori basterà al Governo, dopo l'intervento in prima persona di Draghi.
I ricorsi. Intanto per la Serie A è arrivata una triplice vittoria nello scontro con le Asl. Ieri infatti il Tar ha accolto tre dei quattro ricorsi presentati dalla Lega contro i provvedimenti delle Asl di Udine, Salerno e Torino, che avevano posto in quarantena l'intero gruppo squadra, rispettivamente, di Udinese, Salernitana e Torino: i giocatori dei tre club hanno così concluso da ieri l'isolamento e potranno scendere in campo, ma con orari e in giorni diversi.
I nuovi orari. Torino-Fiorentina, infatti, si giocherà domani alle ore 17 (anziché oggi, alle ore 14,30). Cagliari-Bologna, martedì alle ore 20,45 (anziché oggi alle ore 14,30). Da segnalare anche che nella 3ª giornata di ritorno Bologna-Napoli, si giocherà lunedì 17 gennaio alle ore 18,30 (anziché domenica 16 gennaio alle 15). Cambiano anche gli orari della coppa Italia: l'ottavo di finale Atalanta-Venezia si giocherà come previsto mercoledì, ma alle 17.30 anziché alle 14.30. Napoli-Fiorentina si sposta a giovedì alle 18 (inizialmente era stata prevista per mercoledì).
Angelo Caradonna