Crecco: meritavamo il pari, ma il vento è cambiato

13 Dicembre 2020

L’esterno del Pescara rispolverato da Breda: «Ko immeritato». Memushaj: «Reagiamo, testa a Pisa»

PESCARA. Era una giornata particolare, innanzitutto per il clima della gara, per lo stadio vuoto ma pieno di emozioni; per l'addio a Pablito Rossi, che dal cartellone durante lo struggente minuto di silenzio sorride alle squadre. Una giornata particolare per l'esordio casalingo di Breda, per cercare di dare un seguito alla svolta di Ascoli, per l'opportunità di rivalsa per alcuni "emarginati" della gestione Oddo. Missione purtroppo fallita. E Luca Crecco non prova nemmeno a negarlo. «È stata una partita combattuta fino alla fine. Siamo stati però disattenti su tutte le azioni dei loro gol», esordisce il 25enne esterno biancazzurro, «peccato perchè sul piano dell'impegno la squadra ha risposto, abbiamo provato a riprenderla fino alla fine. Senza fortuna».
Forse non solo questione di fortuna, se la situazione si ripete con tanta frequenza. Eppure l'approccio... «Siamo partiti forte nei primi minuti», conferma Crecco, «poi abbiamo concesso troppi spazi tra i reparti; nel secondo tempo abbiamo fatto noi la partita. Per me è una sconfitta immeritata». Qualche puntualizzazione merita l'azione del pari, nella quale Crecco è entrato. Non benissimo, purtroppo. «Sul primo gol ho provato a raddoppiare su Jallow ma se l’è portata avanti e l’ha messa in area. La squadra comunque ha uno spirito diverso», sottolinea, «lotta fino all’ultimo secondo, questo prima non accadeva. Il periodo in cui non venivo convocato da Oddo non sono stato bene, ma non ho mai mollato. Ora? Non sarà facile giocare ogni quattro giorni, ma dobbiamo raccogliere le forze e fiducia, a Pisa sarà importantissima».
Manifesta rammarico misto a speranze Ledian Memushaj, autore di un gol che poteva essere della svolta invece è diventato delle illusioni. «Secondo me il pari ci stava tutto, nel primo tempo qualcosa non ha funzionato ma nella ripresa siamo andati un po' meglio».
Ma c'è poco tempo per curare le ferite, tocca rimettersi a testa sotto. «Sì, ora pensiamo a Pisa. Dobbiamo crederci e reagire. Sul piano atletico credo che reggeremo ali sforzi, perché vedo che corriamo bene. Io? All'inizio avevo problemi fisici, ma adesso comincio a recuperare la condizione migliore».
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