Crescenzi e Verde: noi alla A ci crediamo

9 Gennaio 2016

Il terzino: «C’è qualità, possiamo conquistare il secondo posto». L’attaccante: «Qui avrò la possibilità di emergere»

PESCARA. Alessandro e Daniele, cinque anni di differenza ma stessa matrice, quella giallorossa. Laterale di difesa il primo, attaccante il secondo con la stessa voglia di sfondare. Alessandro Crescenzi, classe 1991, è arrivato a Pescara in estate, dopo una parentesi infelice nel 2012 (zero presenze), ed è diventato titolare inamovibile, tanto da spingere il Delfino a riscattarlo a fine campionato. Daniele Verde, 19 anni, è stato il primo colpo di mercato invernale. Anche l’attaccante è arrivato dalla Roma e se i biancazzurri dovessero andare in serie A, il prestito diventerà biennale con opzione per il riscatto. Il primo è nato in provincia di Roma, a Marino per l’esattezza, il secondo a Napoli, nel cuore del rione Traiano, a due passi dallo stadio San Paolo. Entrambi sono stati scoperti da Bruno Conti e lanciati dai giallorossi nel grande calcio. Ora cercano fama e gloria in riva all’Adriatico. «Vogliamo continuare a fare bene, magari riprendendo il cammino da dove l’abbiamo lasciato, ovvero dalla vittoria di Latina». Crescenzi ha le idee chiare alla ripresa dei lavori. «Tornare a correre dopo un lungo periodo di stop non è semplice, ma ci stiamo preparando al massimo per la prossima gara con il Livorno e vogliamo riscattare la brutta battuta d’arresto del girone d’andata quando venimmo sonoramente sconfitti». Il Crescenzi 2.0 è diverso rispetto alla sua prima esperienza a Pescara, nel campionato di A (2012-2013). «Nelle prossime partite vogliamo fare bottino pieno e questa squadra può farcela. Qui c’è tanta qualità, ma la cosa che mi fa ben sperare e anche la crescita mentale del gruppo. Ora siamo più convinti dei nostri mezzi, vogliamo stupire».

Oddo dice di voler provare ad agganciare il secondo posto e anche il biondo difensore è dello stesso avviso: «Certo, possiamo avvicinare Crotone e Cagliari. Io ci credo». Il presidente Sebastiani prima delle vacanze ha annunciato che a fine stagione Alessandro Crescenzi verrà riscattato dalla Roma. Lui, ovviamente, sorride e annuisce. «Le parole del presidente fanno piacere e sarei felicissimo di diventare un giocatore del Pescara a titolo definitivo, ma per adesso penso al campionato».

Aveva pronunciato le sue prime parole da biancazzurro, al Centro, nel pomeriggio di martedì e ieri è stato presentato dalla società. Daniele Verde è l’elemento che Massimo Oddo voleva a tutti i costi in attacco ed è stato accontentato. «Sono contento», ha detto ieri nella sala interviste del Poggio degli Ulivi il 19enne ex Frosinone. «Sento che qui avrò più possibilità di emergere perché il Pescara gioca palla a terra ed è una squadra che esprime davvero un bel calcio».

E poi un rapido passaggio sulla sua carriera. «Nella Roma ho avuto tanti maestri. Devo moltissimo a Montella, che, nei Giovanissimi, mi ha trasformato da terzino in esterno d’attacco». L’attuale tecnico della Samp ha fatto maturare il talento napoletano, ma... «Naturalmente sono grato a Garcia che ha avuto il coraggio di farmi debuttare a 18 anni in serie A e in Europa League. Poi, è arrivata la soddisfazione della convocazione nella Nazionale under 21 e devo molto al mister per la fiducia che mi è stata data».

L’Abruzzo non è una terra sconosciuta a Daniele Verde, visto che l’anno scorso ha vinto il premio Prisco. «Sinceramente mi emoziono ancora nel ricordare quella giornata a Chieti. E’ stata davvero una bella cosa». Buttarsi alle spalle sei mesi difficili in serie A, con pochi minuti giocati e nessun gol realizzato. «A Frosinone, diciamo che non sono stato fortunato. Ma ci può stare al primo anno in una squadra di A. Non è mai facile dimostrare le proprie qualità quando il club ha l’obiettivo di salvarsi. E’ stata, comunque, un’esperienza formativa e importante».

Gli addetti ai lavori dicono che sia il giovane più forte della B. «I complimenti fanno piacere, però devo ancora dimostrare tutto. Sono convinto che a Pescara ci divertiremo. Mi hanno parlato benissimo di Oddo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA