Croazia, oggi le sanzioni: sospetti di sabotaggio

20 Giugno 2016

«Violenze di serbi e bosniaci uniti sugli spalti per danneggiarci». Anche l’Ungheria sotto la lente Uefa

BORDEAUX. Trema la Croazia, ma non solo. La pluridiffidata nazionale biancorossa si ritrova di nuovo a dover pagare il conto per le intemperanze della sua tifoseria: finita nel mirino della Commissione disciplinare dell’Uefa, aspetta per oggi la sanzione per il petardo in campo che ha costretto allo stop per qualche minuto della gara con la Repubblica Ceca. Ma in questi Europei già marchiati dalla follia degli hooligan fuori dagli stadi, anche per altre nazionali sono attesi provvedimenti disciplinari: sotto la lente dell’Uefa infatti sono finite pure Turchia, Ungheria e Portogallo. Già avviate le procedure contro la Federcalcio magiara, per gli incidenti che si sono verificati sabato all’interno dello stadio Velodrome, a Marsiglia, in occasione della partita con l’Islanda. Il verdetto che riguarda Croazia e Turchia è atteso come detto per oggi, invece quello su Ungheria e lusitani martedì. I croati, probabili avversari dell’Italia agli ottavi, potrebbero rischiare, a parte una multa consistente (un milione), o un turno a porte chiuse nelle qualificazioni mondiali, o - come già accaduto con la Russia - una squalifica con sospensiva.

Certo è che la deriva di Euro 2016 è divenuta pericolosa e preoccupante: sono sempre meno rare le partite in cui la violenza la fa da padrona. Sabato, prima del match si sono registrati scontri fra tifosi ungheresi, steward e polizia, dopo il tentativo di alcune persone di superare la rete che separava il settore dello stadio loro assegnato. In seguito, durante l’esecuzione degli inni nazionali, ed al rigore concesso all’Islanda, anche i sostenitori ungheresi hanno lanciato sul campo razzi e petardi. È prevista una sanzione severa, visto il precedente: altri incidenti erano avvenuti a Bordeaux nel match contro l’Austria.

Provvedimenti anche contro il Portogallo, a causa di un tifoso che ha invaso il terreno di gioco del Parco dei Principi, a Parigi, per concedersi un selfie con CR7 (ne parliamo a parte in un’altra pagina). Il prefetto di Saint-Etienne, Evence Richard, ha incolpato l’Uefa per gli incidenti avvenuti venerdì nello stadio “Geoffroy Guichard” e innescati dai tifosi croati, che hanno lanciato petardi e altri ordigni in campo, provocando il ferimento di uno steward a una mano.

A Zagabria è già scattata la difesa della tifoseria della nazionale a scacchi: la stampa croata sostiene infatti che dietro agli incidenti ci sarebbe una sorta di sabotaggio da parte dei tifosi serbi e bosniaci, uniti sugli spalti con un solo fine: danneggiare i rivali croati. Resta il fatto che la Croazia rischia ancora, ma difficilmente sarà costretta a fare le valigie a tavolino. A meno che gli scatenati ultrà di casa non mettano in campo altra violenza in occasione del match di domani con la Spagna a Bordeaux. È comunque un Europeo in ostaggio dei tifosi facinorosi di ogni latitudine.