Cuppone: «Adoro giocare da attaccante centrale»

4 Settembre 2023

Il bomber avverte a suon di gol Vergani e Tommasini rivali nel ruolo di centravanti Il baby Accornero: «Debutto pazzesco, all’Adriatico c’è un ambiente eccezionale»

PESCARA. Ventinove gol in quindici partite tra regular season e play off, in tre mesi, raccogliendo i cocci del Pescara di Colombo andato in frantumi. Una media che ha sfiorato i due gol a partita (solo due volte biancazzurri a secco, contro Messina e Taranto, in trasferta). Da questi numeri è ripartito Zeman per costruire una squadra tutta sua, ma capace – se possibile – anche di fare più e meglio della passata stagione. L’inizio promette bene: tre gol contro la Juventus Next Gen, all’Adriatico, con le punte subito decisive. Cuppone e Accornero è la coppia che fa già sognare il popolo dell’Adriatico.
Cuppone. Il Pescara l’ha ritrovato ritrovato lì dove l’aveva lasciato solo pochi mesi fa, nell’ultimo match dell’anno scorso, nella semifinale di ritorno dei play off contro il Foggia. Titolare, al centro del tridente, e determinante sotto porta. Luigi Cuppone quella sede dell’8 giugno scorso impiegò 2 minuti per andare a bersaglio. Sabato gliene sono serviti 11, ma la sostanza non cambia: quando fa il centravanti, per gli avversari sono dolori. Nelle prime due partite ufficiali della stagione, l’attaccante ha messo insieme tre gol, quando nell’intera annata 2022/2023 era arrivato, in totale (campionato, play off e Coppa Italia), a quota 9. Siamo ancora ai primi di settembre e il salentino ha già raccolto un terzo del bottino della prima esperienza pescarese. Ma il boemo sabato sera, dopo la doppietta, lo ha redarguito: «Poteva segnare quattro gol, ne ha fatti solamente due». «Sono contento che il mister mi chieda sempre tanto», risponde sorridente Cuppone. «Cerco d’impegnarmi e migliorare durante la settimana per fare quello che chiede. Mi piace fare la prima punta, poi se devo fare altri ruoli, mi metto sempre a disposizione. A Tommasini e Vergani non lancio alcuna sfida: serviamo tutti, dobbiamo impegnarci durante la settimana perché la stagione sarà lunga». Ha rischiato di fare le valigie, sul mercato in tanti lo hanno corteggiato. «La mia idea, e quella della società, è sempre stata quella di restare qui. Quando hai voglia di far bene e hai obiettivi in testa è facile prendere delle decisioni e valutare serenamente le offerte. Io cerco solo di ripagare la fiducia di tutti». Solita generosità, abbinata questa volta ad un grande senso del gol. «È il mio modo di giocare. M’impegno, mi metto a disposizione e do tutto fino alla fine ogni settimana», chiude il bomber.
Accornero. Federico Accornero è la novità dell’estate: 4 gol in 4 partite finora con il Pescara. Anche lui non si è fatto pregare quando ha potuto griffare le sue prestazioni andando a segno. Esordio in campionato e nei professionisti, prima palla pulita da calciare e subito gol. Non male per un ragazzo del 2004 che giocava in Primavera qualche mese fa. «È pazzesco il clima all’Adriatico, è stato un debutto pazzesco. Il gol? Non me l’aspettavo, ma è andata bene e sono contento. Cerco sempre di servire un compagno, ma se vedo la porta, calcio. La concorrenza con Cangiano? Siamo amici, lo rispetto. Speriamo di fare bene tutti e due», dice l’esterno offensivo arrivato dal Genoa. A sinistra sta nascendo un’asse devastante con Milani e Tunjov: «Siamo partiti bene nel primo tempo, li abbiamo aggrediti. Siamo andati in vantaggio e poi è stato tutto più facile. Abbiamo aggredito forte sulle catene laterali, io Milani e Tunjov abbiamo trovato così tanti spazi e creato pericoli a loro: è andata bene. Il mio futuro in A con il Genoa? Cerco di dare sempre il massimo, in futuro vedremo cosa succederà». Zeman lo ha richiamato perché spesso si allarga verso la bandierina, quando invece il boemo vorrebbe vederlo sempre attaccare la porta: «Il mister me l’ha detto subito al rientro negli spogliatoi, so che devo migliorare in alcuni movimenti e darò il massimo».
Orlando D’Angelo
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