Cuttitta: L’Aquila per me è una grande sfida

Eccellenza, l’ex pilone e nuovo consulente degli avanti: la classifica è critica, ma questa squadra ha molte potenzialità
L’AQUILA. Ancora a digiuno. L'Aquila Rugby neanche nel Trofeo d'Eccellenza è riuscita a conquistare il primo successo e ha collezionato la 12ª sconfitta consecutiva tra Coppa e campionato. C'è tanto da lavorare per il tecnico Ludovic Mercier per battere San Donà il 30 gennaio al Tommaso Fattori e credere nella salvezza, considerato anche che sarà indisponibile il seconda linea Ugo D'Onofrio, squalificato dal giudice sportivo fino al 30 gennaio.
Lunga anche lista di infortunati e acciaccati che vede al momento Mattoccia, Tamba, Casolari, Panetti, Angelini, Perju, Cialente, Ceccarelli, Bonifazi, Badalicescu, Flammini e Rettagliata. A portare nuova fiducia nell’ambiente ci ha pensato però Massimo Cuttitta diventato nuovo consulente per il reparto degli avanti, dopo le dimissioni di Dragos Niculae.
«L'approccio è stato positivo», commenta Cuttitta, che ha giocato nella prima linea aquilana dall'esordio del 26 Gennaio 1986 in Scavolini-Rovigo fino al 1988 e ha collaborato poi come tecnico nel campionato 2007/08, «nei primi giorni mi sono trovato benissimo sia con il tecnico Ludovic Mercier che con il preparatore atletico Maurizio Zaffiri, con cui siamo sulla stessa linea di pensiero. In organico ci sono tanti giovani con un buon margine di miglioramento. Sono ragazzi volenterosi, che possono crescere, per arrivare al meglio nella fase decisiva e centrare la salvezza».
Ricco e prestigioso il curriculum di Massimo Cuttitta, che non ha esitato ad accettare l’avventura aquilana, nonostante la difficile posizione di classifica. «Mi piacciono le sfide perché sono convinto che il lavoro paga sempre», confida l’ex pilone, che ha giocato anche con Milan, Harlequins, Calvisano, Bologna, Roma, Alghero, Leonessa, «dopo 10 anni all'estero, con tante pressioni, volevo riposare, ma la chiamata di Zaffiri mi ha convinto. In questo momento, anche per questioni familiari, non voglio impegni fissi, mi dedico alle consulenze e ho accettato con piacere la proposta di una società dove ho tanti bei ricordi». Sabato non ha assistito al match contro la Lazio, ma avrà la possibilità di vedere i filmati realizzati dal video analist Daniele Pitone. «L'idea che mi sono fatto è che gli avanti ancora non mettono in condizione i trequarti di giocare al meglio», dice il neo consulente, «il rugby è matematica. I trequarti devono fare la differenza, dopo il lavoro sporco degli avanti che creano il sovrannumero. Abbiamo cominciato a lavorare da zero in touche e mischia, spero di vedere miglioramenti passo dopo passo, perché il potenziale c’è e il gruppo ha buone individualità». L’ex prima linea italiano ha lasciato lo scorso maggio il ruolo di assistant coach della Scozia, dopo 4 anni da consulente e 6 da allenatore, vivrà da spettatore il prossimo Sei Nazioni, che vedrà gli azzurri debuttare sabato 6 febbraio a Parigi contro la Francia. «Dopo la lunga esperienza in Scozia e tanta gavetta mi piacerebbe lavorare per l'Italia», afferma Cuttitta che ha collezionato 69 caps con l’Italrugby, «ma ho avuto proposte da altre Nazionali. Ho l'impressione che, dopo il Mondiale e lunga preparazione, alcune squadre forse saranno stanche e il livello non sarà quello dello scorso anno. Farò il tifo per l'Italia, ma seguirò con grande affetto i tanti giocatori della Scozia che sono cresciuti con me e con cui ho ancora ottimi rapporti».
Tommaso Cantalini
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