D’Agostino senza dubbi: «Zeman è una garanzia»

20 Aprile 2017

L’ex biancazzurro scoperto dal boemo ai tempi della Roma

PESCARA. Il primo ritiro da calciatore professionista lo fece quasi venti anni fa con la Roma di Zdenek Zeman. A distanza di tanto tempo, Gaetano D’Agostino conserva ancora i ricordi delle fatiche che sopportò in tenera età. Aveva 16 anni ed era una promessa delle giovanili giallorosse. A Pescara, invece, l’ex centrocampista di Udinese e Fiorentina che ora ha 34 anni e allena l’Anzio in serie D, arrivò nell’estate del 2012, quando il tecnico boemo lasciò l’Abruzzo per tornare alla Roma. Il Pescara lo ingaggiò a gennaio 2013, ma la sua esperienza fu condizionata da un brutto infortunio. Alla fine D’Agostino collezionò solo 7 presenze segnando 2 reti e il Delfino retrocesse in serie B.

D’Agostino, anche stavolta il campo ha confermato che il Pescara e la A sono incompatibili.

«Purtroppo sì. Dopo aver raggiunto la promozione si era creato un grande entusiasmo e la società ha deciso di puntare sui protagonisti del salto di categoria. Ma tra la A e la B le differenze sono enormi e se in rosa non ci sono calciatori che conoscono la massima serie il rischio di fare brutte figure è sempre dietro l’angolo. A questo aspetto bisogna aggiungere che la squadra non ha la struttura fisica adatta per la A».

La qualità delle ultime della classe è scadente. Sarebbe bastato poco per lottare fino alla fine, non crede?

«Sì. È successa la stessa cosa al Frosinone nella passata stagione, anche se i ciociari sono stati più competitivi del Pescara. Lo stesse accadde al Sassuolo al primo anno di A. A gennaio la dirigenza corse ai ripari ingaggiando alcuni calciatori esperti e gli emiliani riuscirono a salvarsi. Poi hanno capito che per restare stabilmente nella massima serie bisognava avere in organico elementi che conoscono la categoria. Inoltre, al Pescara sarebbe servito un attaccante affidabile per rimpiazzare Lapadula. A proposito, lui era il valore aggiunto, ma al Milan gioca poco. Questo avvalora ancora di più la tesi secondo la quale tra la A e la B c’è un abisso».

A un certo punto la dirigenza ha esonerato Oddo sostituendolo con Zeman. Mossa giusta?

«Si sa che nel calcio l’allenatore è il primo a pagare. A me il calcio di Oddo piace molto e anche nel torneo in corso ha dimostrato di avere buone idee. Ora c’è Zeman e mi sembra la scelta giusta per ripartire con grandi ambizioni».

Cosa pensa del boemo?

«È un grande allenatore. In giro si parla di Guardiola, di Pochettino e altri tecnici di alto livello, ma la verità è che l’inventore del calcio iperoffensivo è Zeman. Ho un ottimo ricordo del boemo. Quando ero alla Roma mi portò in ritiro con la prima squadra, avevo 16 anni. È stata una grande palestra lavorare con lui da giovane, anche se ricordo ancora le fatiche della preparazione. Correvamo come i matti, però poi si vedevano i risultati».

Zeman portò il Pescara in A nel 2012. Riuscirà a fare il bis?

«Se la dirigenza gli darà ascolto nella costruzione dell’organico sono certo che nella prossima stagione in B il Pescara sarà la squadra da battere».

Lunedì c’è Pescara-Roma. Risultato scontato?

«Sulla carta c’è troppa differenza di valori, ma sono convinto che il Delfino onorerà il campionato fino alla fine. Non sarebbe corretto mollare e in ogni caso non sarei sorpreso nel vedere i biancazzurri dare filo da torcere ai giallorossi».

Che ricordi ha di Pescara?

«Negativi per la retrocessione e per il grave infortunio che mi impedì di giocare con continuità, ma per il resto sono stato divinamente. Ne parlo spesso con mia moglie, anche a lei la città piace da morire. Torneremo il 3 giugno per una partita del cuore e, visto che sono nato il 2, arriverò prima per festeggiare il compleanno in un posto bellissimo dove ho lasciato tanti amici».(g.t.)

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