D’Arcangeli: buona prestazione nonostante il ko

7 Ottobre 2019

Il coach ospite Ramagli: «Giocare e vincere qui sarà difficile per chiunque, loro cresceranno»

ROSETO. Nel dopo gara ai rosetani arrivano i complimenti del coach di Udine, Alessandro Ramagli: «Abbiamo vinto, ma complimenti a Roseto, squadra giovane e scorbutica. Quando riusciranno a replicare intensità, energia e faccia tosta per più dei minuti visti contro di noi, e magari recuperando qualche senior, il PalaMaggetti diventerà un posto difficile un po’ per tutti. Io infatti sono contento di averli affrontati alla prima giornata, perché col tempo sono sicuro che cresceranno e diventeranno molto più pericolosi di oggi». Dopo la prima sfuriata dei rosetani, Udine è stata brava a rimaner calma e prendere le misure agli Sharks: «La verità è che quando affronti Roseto sarà sempre difficile, perché gioca in un modo difficilmente replicabile, e questo rende molto complicata la fase di preparazione del match. Infatti all’inizio della gara questa differenza è venuta fuori, poi anche perché siamo una squadra più esperta, siamo riusciti ad attingere all’arma del contenimento difensivo con la nostra zona a fronte pari, mettendo in campo una difesa molto più aggressiva: il risultato è stato quello di rientrare in partita aumentando la pressione sulla palla e sporcando le loro esecuzioni a metà campo, e questo ci ha offerto gli spunti per andare in contropiede, creando le basi per il break giusto. Insomma, era importante stasera trovare un modo per vincere la partita, anziché una scusa: lo considero il primo passo di una squadra seria, che tutti danno favorita per la vittoria finale anche se secondo me davanti a tutti c’è Verona», la conclusione di Ramagli. Incassa i complimenti abbozzando un sorriso D’Arcangeli: «Partire contro Udine che ha gran talento non era facile e forse nessun’altra squadra tranne loro poteva replicare alla violenza con cui avevamo iniziato la gara. Non ho recriminazioni, faccio i complimenti anche ai miei ragazzi perché avevamo deciso di fare certe cose e fin quando abbiamo avuto energie le abbiamo fatte. Poi contro la zona siamo calati ma più come energia, mancando ad esempio ai soliti rimbalzi d’attacco». Dal punto di vista delle prestazioni è mancato l’apporto dalla panchina: «Non prendiamola però come scusa, perché tante altre volte quelli che sono entrati sono poi risultati molto efficaci permettendoci prestazioni importanti. Lavorando di più e insieme, e recuperando gli infortunati, torneremo a portare la palla nell’area avversaria, ad appoggiarci ad un gioco interno, o a trovare la penetrazione giusta, cose che nella seconda metà di gara non hanno funzionato». (m.r.)