D’Arcangeli ha qualcosa da dire agli arbitri

L’allenatore biancazzurro: «Non ci hanno fatto giocare in difesa, ma abbiamo vinto lo stesso»
ROSETO. Vincere una gara tiratissima contro Ferrara, che sulla carta sembrava avversario molto facile, non toglie soddisfazione al coach Germano D’Arcangeli: «Dopo una vittoria si deve sempre sorridere. In questa gara ci siamo trovati di fronte ad una squadra completamente speculare, e questo ci ha reso le cose difficili per tutti e 40 i minuti della partita. Paradossalmente, il fatto che i nostri avversari nel riscaldamento avessero perso il play Panni, e poi dopo pochi minuti pure Ganeto ci ha fatto mancare i punti di riferimento preparati in settimana. Per questo dico bravi ai miei ragazzi, perché qualche mese fa forse questa partita ci sarebbe scappata». Roseto ha fatto fatica, ma per l’allenatore certe letture sono già chiare: «Sappiamo di avere un problema che non possiamo curare tanto facilmente: quando le cose non ci riescono come vorremmo, facciamo fatica ad adattarci a trovare qualcosa di nuovo. È successo soprattutto nei primi due quarti, ed il numero così alto delle palle perse in qualche modo lo certifica: forse abbiamo pensato troppo alla gara scintillante giocata sette giorni fa contro Verona, ma di questo non posso farne una colpa per i miei giocatori. So che abbiamo bisogno di imparare a gestire le emozioni, e anche per questo non abbiamo calcato la mano sulla preparazione emotiva di questa partita». La disamina di D’Arcangeli si allarga anche su avversari ed arbitri: «Swann ha dimostrato di saper fare tanti canestri. Noi non avevamo Nikolic che ci poteva essere utile, ma abbiamo preferito non rischiarlo perché ha iniziato da troppo poco tempo ad allenarsi col gruppo. Sugli arbitri dico che stavolta, e ci era già successo, ci hanno fatto capire in pochi minuti che il loro metro guardava anche alla carta di identità, e quando non ci fanno giocare in difesa, a noi niente funziona. Ma abbiamo vinto lo stesso». Ultima considerazione su Akele, fatto rientrare solo negli ultimi 2 minuti: «Avevo in campo altri 3 giocatori con 4 falli e li volevo bene attenti: per loro, sapere che Akele poteva cambiarli in ogni momento era un’ottima motivazione. E poi se lo rimettevo prima avremmo dovuto continuare a cambiare in difesa su Swann, che ne avrebbe di certo approfittato. Io invece lo volevo fisso in marcatura su di lui, e sapendo che gode di un certo status, ero sicuro che la terna non lo avrebbe maltrattato». (m.r.)
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