D’Arcangeli: il match ci è sfuggito negli ultimi 10’

28 Ottobre 2019

L’allenatore si complimenta con gli avversari e ammette: sono fortissimi, li abbiamo costretti a faticare

VERONA. È un Germano D’Arcangeli rammaricato ma lucido quello che a fine partita si presenta i microfoni della sala stampa. La sua squadra ha retto bene contro la candidata numero uno alla vittoria del campionato. Eppure per oltre due quarti, Roseto ha imposto fisicità, atletismo, intelligenza e personalità. Peccato per il 4/28 da tre totale (0/9 per Lazar Nikolic) che ha sicuramente influito sul punteggio, ma non sul morale della squadra che ha continuato fino al termine a giocare, difendere e provare ciò per cui lavora ogni giorno in allenamento. «Prima di tutto faccio i più sinceri complimenti a Verona», esordisce D’Arcangeli. «È stata capace di venir fuori da una situazione difficile e noi l’abbiamo costretta a faticare prima di venire a capo della partita. Sono contento perché ci siamo guadagnati la chance di giocare contro di loro, che sono una squadra fortissima e molto esperta in maniera irriverente. Venire qui a giocare così, in questo impianto e contro una squadra così brava ed efficace, è un motivo d’orgoglio. Peccato aver preso 20 punti di scarto alla fine, ma non credo che questo possa influire negativamente su quello che facciamo ogni giorno in palestra».
Oltre alle percentuali da oltre l’arco, un altro rammarico per la Sapori Veri è rappresentato dall’assenza di Simone Pierich, ex di turno e miglior tiratore della squadra. Un problema fisico lo ha tenuto in panchina per tutti i quaranta minuti. Una grave assenza e un’arma in meno da sfruttare per D’Arcangeli. «Purtroppo abbiamo pagato caro le percentuali da oltre l’arco, davvero asfittiche», continua il coach rosetano. «Peccato perché in difesa è funzionato, bene e a lungo, tutto quello che avevamo preparato in allenamento. Negli ultimi dieci minuti, purtroppo, la partita ci è sfuggita di mano». Dal 44-50, la Tezenis ha dato una svolta alla partita, ritrovando efficacia al tiro da tre e cambiando l’inerzia di una gara molto difficile. «Siamo stati meno attenti sui cambi sul pick and roll. È venuta meno l’efficacia con l’aiuto dei piccoli dentro l’area, oltre a un’intensità che pian piano è venuta un po’ meno. Poi ovviamente ci dobbiamo anche inchinare al talento e alle straordinarie capacità di Hasbrouck, che con i suoi tiri ha spaccato la partita. Nell’ultimo quarto, loro sono cresciuti e noi siamo calati negli uno contro uno. Peccato perché in difesa eravamo stati davvero bravi proprio in queste situazioni». (j.b.)