D’Arcangeli: ottima prova della squadra, peccato

26 Novembre 2018

Esulta Di Paolantonio, ex coach rosetano: contro la difesa degli Sharks, non abbiamo perso la fiducia

IMOLA. È un Germano D’Arcangeli comprensibilmente scuro in volto quello che affronta la conferenza stampa post partita al Pala Ruggi. La sua Roseto ha perso una partita davvero incredibile, che avrebbe meritato di vincere per la qualità tecnica e agonistica della pallacanestro espressa. Purtroppo a questo livello bisogna saper sfruttare i momenti e “matare” gli avversari quando hanno le spalle al muro e qui gli Sharks, già spreconi contro Cento e Piacenza in trasferta nel recente passato, hanno davvero tanto da imparare. «Peccato», esordisce l’allenatore di Roseto, «rimaniamo senza niente tra le mani dopo un’ottima prova da parte della mia squadra. Siamo riusciti ad incanalare la partita secondo i binari tattici previsti e fino al 38’ tutto, o quasi, era filato per il verso giusto. Purtroppo la grande esperienza dell’Andrea Costa è venuta fuori al momento decisivo, girando l’inerzia con le giocate dei singoli e punendoci al di là dei nostri demeriti. Dobbiamo imparare da questa delusione e ripartire subito».
Ha mille motivi per sorridere invece l’attesissimo ex di turno, quel coach Di Paolantonio che ha sposato la causa imolese dopo due anni da capo allenatore a Roseto, fra l’altro portandosi dietro il giovane dirigente Alex Petrilli, già team manager degli Sharks. Per loro questa sfida aveva senza dubbio un sapore particolare e lo si vedeva già dal pre-partita, quando entrambi non riuscivano a nascondere la tensione. Se n’è avuta la conferma dopo, quando la partecipazione emotiva del nocchiero teramano è stata particolarmente viva e sentita, come richiedeva uno scontro salvezza di tal fatta.
«Sapevamo che avremmo dovuto soffrire in questa contesa», le parole dell’ex coach rosetano, «perché con loro ci accoppiamo male e tutti conoscono le qualità degli Sharks, una squadra atletica e pronta a vendere sempre cara la pelle. Ben per noi che siamo riusciti a non perdere fiducia e tranquillità contro la difesa dura di Roseto, girando l’inerzia con alcuni accorgimenti, come togliere la palla dalla mano di Fultz che stava patendo un po’ la pressione difensiva di Roseto. Sono molto contento del finale di Bowers, perché avevo letto e sentito che nei finali non si prende tante responsabilità e invece ha segnato tutti i canestri decisivi, mostrando le proprie grandissime qualità. Siamo stati maturi, facendo la partita che dovevamo fare». (r.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.