D’Arcangeli: Roseto, non fermarti

Arriva il Montegranaro, l’allenatore carica dopo la vittoria con Jesi: «Avanti senza paura»
ROSETO. Match importante oggi alle 18 per il Roseto, che affronterà la Poderosa Montegranaro al PalaMaggetti, con la speranza di bissare il successo di domenica scorsa con Jesi. Roster al completo per gli Sharks. «Giocheremo una gara stimolante contro una squadra forte», ha detto il coach rosetano Germano D’Arcangeli. «Davanti al nostro pubblico potremo misurare quanto siamo cresciuti, senza pensare alle due amichevoli vinte in estate. Dovremo cercare di progredire la nostra capacità difensiva che all’inizio della stagione si è dimostrata di basso livello e limitare il loro potenziale offensivo. Sarà un’occasione per muovere la classifica, senza aver paura di nessuno». Gli avversari saranno di tutt’altro livello però, visto che veleggiano nelle zone alte della classifica, con un record di 5 vinte ed 1 sola persa, avvenuta però proprio nell’ultimo turno in casa contro la Piacenza neopromossa. Coach Pancotto, tornato a casa quest’anno e vero lusso per la serie A2, ha dichiarato: «Roseto è una squadra che ha sia la faccia tosta della gioventù ma anche una certa esperienza. Sono bravi a mettere tanta energia, tanta aggressività, tanto atletismo e tanta voglia di correre, ma mi aspetto di trovare anche una squadra che voglia togliere qualcuna delle nostre forze. A me piace più che togliere proporre qualcosa, perché la partita va fatta e costruita possesso dopo possesso secondo il nostro stile di gioco». Montegranaro si presenterà quindi alla palla a due con la voglia di dimostrare a tutti di aver già imparato la lezione: per riuscirci, si schiererà con Palermo da play insieme agli esterni Corbett (giocatore da 19 punti di media ma che in settimana si è allenato pochissimo per qualche problema fisico), e quel Negri preso in estate da Treviso, che tira benissimo da 2 punti; a presidiare le plance poi ci sarà una vecchia volpe come l’ex Amoroso, capace di segnare, smazzare assist e prendere rimbalzi (chiedere referenze a quel Lawson che a Roseto fece sfracelli, da lui quasi annichilito 7 giorni dopo), insieme a Simmons, lungo che con lui si sposa perfettamente. Un quintetto di alto livello, cui fa da contraltare però una panchina, almeno sulla carta, un filo meno prestazionale, dove tra l’altro mancherà il play Traini per infortunio, e dove sembrano mancare anche alternative credibili sotto canestro, con Petrovic e Treier un po’ sottodimensionati per quel tipo di lavoro.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

