D’Arcangeli: sì, possiamo giocarcela con tutti

5 Novembre 2018

L’allenatore: la difesa è stata la chiave del successo, abbiamo scacciato la paura di sbagliare  

ROSETO. In sala stampa la prima dichiarazione di coach D’Arcangeli è tutta per Vittorio Fossataro, a cui va la sua dedica a nome della squadra, definito «un gentiluomo della pallacanestro rosetana»: il coach ha voluto precisare che oggi saranno a Roma per un impegno dell’under 18, ma che già domani torneranno per le esequie. Il ritorno alla vittoria dopo gli ultimi schiaffoni presi venendo recuperati da vantaggi importanti, dà nuova grinta ai biancazzurri: «Abbiamo avuto la meglio contro un avversario che aveva un americano fermo in panchina, ma vista la determinazione dei miei la sua presenza non credo avrebbe portato a un risultato diverso, forse solo un po’ più difficile», ha detto D’Arcangeli, che poi ha proseguito: «La mia squadra ha comunque il merito di aver giocato il match con grande convinzione, gestendolo dall’inizio alla fine. E’ vero che arrivavamo con 4 perse nelle prime 5 di campionato tutte giocate nello stesso modo, cosa che ci aveva mandato un po’ in crisi, ma stavolta i ragazzi hanno dimostrato di poterci stare in questa A2».
La ricetta del coach per tornare alla vittoria è all’apparenza semplice: «Abbiamo fatto ancora un passo in avanti nella circolazione di palla, ma era un aspetto che già funzionava abbastanza bene, visto che il nostro attacco, in casa e fuori, ha spesso girato intorno ai 90 punti. Il vero passo in avanti invece lo abbiamo fatto in difesa: aiuti e rotazioni più puntuali, e pronte decisioni difensive messe in campo con grande energia, ci hanno fatto giocare meglio, allontanandoci da quella paura di sbagliare che poteva costarci caro. Dobbiamo convincerci che d’ora in poi, anche se giocheremo con un attacco effervescente, solo con una difesa altrettanto convincente potremo aspirare a nuove vittorie». Sui minutaggi cambiati, con gli americani e i giocatori più esperti che sono stati di più in campo, il coach minimizza: «Non sono decisioni prese a tavolino, hanno solo giocato quelli che mi garantivano più difesa; Pierich è stato importante, nei primi 25 minuti ha aperto il campo segnando a ripetizione». Gli Sharks hanno vinto poco, ma se la sono sempre giocata: qualcuno penserebbe a qualcosa di più della salvezza, ma il coach vola comunque basso: «Non ci dobbiamo esaltare, la nostra situazione resta comunque complicata per tanti motivi. Dopo 6 gare sappiamo solo che possiamo giocarcela con tutti, una pepita d’oro che mi tengo ben stretta». (m.r.)
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