D’Aversa: Lanciano, dobbiamo fare gruppo

Il tecnico e il gol che non arriva: «Bisogna essere più cattivi sotto porta e dalla squadra mi aspetto una crescita sul piano caratteriale»
LANCIANO. Il punto di penalizzazione? «Lo recupereremo sul campo». C’è qualcosa da cambiare nel modulo, magari, per far uscire la Virtus Lanciano da questo momento difficile? «C’è da crescere a livello caratteriale». Si sente in bilico sulla panchina? «Sono tranquillo del lavoro fatto». E’ un Roberto D’Aversa “carico”, più determinato del solito, quello che ha risposto alle domande dei giornalisti al termine di un allenamento che ha visto il portiere Aridità lavorare a parte, assieme a Turchi e Di Benedetto, per un problema muscolare. Che lo mette a rischio per la trasferta di domenica al Curi di Perugia.
Un D’Aversa concentrato e non scalfito dal punto di penalizzazione che ha scaraventato la Virtus al penultimo posto in classifica. «Di certo non fa piacere avere un punto in meno, ma sono cose della società che valuterà se fare ricorso», ha detto l’allenatore, «noi prendiamo atto di avere un punto in meno e pensiamo a recuperarlo sul campo. Per noi la quota salvezza ora è a 51 punti. La penalizzazione non deve essere un alibi: dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, migliorando i risultati fuori casa. È chiaro che un -1 non fa piacere, ma anche dagli aspetti negativi possiamo trarre dei vantaggi che, in questo caso, è quello di fare ancora più gruppo. In questo momento difficile dobbiamo compattarci di più, crederci perché se continueremo a fare queste prestazioni le vittorie, anche sofferte, arriveranno».
Anche a Cesena, infatti, la Virtus ha disputato una buona gara, ha avuto delle occasioni per segnare, ma è tornata a Lanciano a mani vuote. «Abbiamo perso 2-0», ha analizzato il mister, «ma il risultato, che pare netto, non viene da una nostra prova negativa, anzi. Abbiamo avuto due occasioni da gol con Nick (Ferrari) e Mimmo(Di Cecco) non sfruttate e questo, una squadra che si deve salvare, non può permetterselo. Dobbiamo essere più cattivi, precisi e più convinti. Sono contentissimo dei ragazzi che ho a disposizione. Ho una buona squadra, un buon gruppo che deve crescere sotto l’aspetto caratteriale».
Ma allora cosa c’è che non va in questa Virtus? Il mister? «Se ci sono lacune la responsabilità è anche dell’allenatore», ha risposto secco D’Aversa, «mancherò in qualcosa. Ma non di certo tutto dipende dall’allenatore. Ad ogni modo sono valutazioni che fa la società, chiedete alla società. Io alleno e non mi metto via da solo».
Una scossa allora può arrivare cambiando il modulo? Passando al 3-5-2, spostando magari Mammarella come esterno di centrocampo per sfruttare, oltre ai cross, anche il tiro? «No», ha tagliato corto il tecnico che sul problema dei gol che scarseggiano ha aggiunto: «Non ho giocatori da 20 gol a stagione, ma attaccanti che devono migliorare nell’occupazione degli spazi. Quando arrivano i cross di Carlo (Mammarella) devono andare su ogni spazio con cattiveria e determinazione».
Due caratteristiche che si dovranno tirare fuori domenica a Perugia dove né il mister, né la squadra, andrà per un pareggio. «Non firmo mai per il pareggio», ha chiuso D’Aversa, «noi andiamo a giocare per fare risultato a prescindere. A Perugia sarà una gara difficile, contro una squadra che segna sì poco (peggiore attacco del campionato con 6 reti, ndc), ma ha ottimi giocatori, la migliore difesa del campionato e in casa non ha mai perso».
Teresa Di Rocco
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