D’Aversa: «Noi fortunati I sogni? Prima la salvezza»

Il tecnico rossonero: «L’azione del penalty non l’ho vista, ma loro protestavano...» Il match-winner Piccolo: «Gol e vittoria dedicati a Cerri. Siamo rognosi per tutti»
LANCIANO. Raggiante in volto, ma coi piedi sempre ben piantati in terra. Così si presenta in sala stampa il tecnico della Virtus Lanciano Roberto D'Aversa, pochi minuti dopo aver regalato al suo ex mister, Carmine Gautieri, la quarta amarezza stagionale. «E' stata una gran bella partita», tiene a sottolineare l'allenatore rossonero, «e credo che chi è venuto allo stadio non si sarà di sicuro annoiato, viste le tante occasioni da rete create. Da una parte e dall'altra, a conferma del buon momento di forma attraversato dalle due contendenti, nessuna delle quali, a ben vedere, avrebbe meritato di perdere».
Decisivo, infatti, si è rivelato il calcio di rigore, impeccabilmente trasformato da Piccolo: «Diciamo che stavolta abbiamo avuto quel pizzico di fortuna in più che ci ha permesso di indirizzare dalla nostra parte il match. Quanto al penalty, dalla mia posizione non ho visto bene la dinamica dell'azione, anche se prendo atto delle vibranti proteste dei giocatori amaranto, sicuri che non vi fossero i presupposti per una decisione del genere».
Un altro tassello verso la salvezza? «Sicuramente, anche se la classifica potrebbe indurre ad altri pensieri. Noi invece dobbiamo raggiungere il prima possibile la permanenza nella categoria, dopodichè ci dedicheremo ad altro. Del resto, gli stessi risultati confermano come in B non sia consentito il minimo accenno di rilassatezza. Ventidue punti rappresentano un gran bel bottino, che va però rimpinguato, quando mancano tantissime gare alla fine della stagione. Ci prendiamo dunque questo successo, importante come lo sono tutti, e guardiamo avanti, al prossimo, impegnativo, appuntamento di Latina».
Con Gautieri, abbracci e strette di mano sia prima che dopo... «Mi sembra più che ovvio, tra due persone che si stimano e si rispettano. Carmine resta un amico e una gran persona, e questo a prescindere da come sarebbe potuta finire la partita. Gli ho fatto un in bocca al lupo per il futuro e i complimenti per il gioco espresso dalla sua squadra. Contro cui, ci tengo a ribadirlo, i miei ragazzi, dal primo all'ultimo, hanno offerto una prova maiuscola».
Tornando al rigore che ha deciso il confronto, all'inizio sembrava dovesse tirarlo Gatto... «Lui in effetti avrebbe voluto così», spiega in conclusione D'Aversa, «ma aveva accusato dei crampi. E comunque era stabilito che con Piccolo in campo in caso di eventuale penalty l'incaricato sarebbe stato il nostro numero dieci. E Leonardo (Gatto, ndc) è stato bravo a non insistere, a conferma di uno spirito di gruppo che va oltre ogni personalismo».
Versione confermata da Antonio Piccolo. «E' vero», ribadisce il match-winner, «si era deciso in tal senso ed è andata bene, per cui siamo tutti contenti così». Tutti tranne la sua ex squadra: «Ovvio, ed a tal proposito volevo a scusarmi con la tifoseria amaranto per l'esultanza, coincisa con un momento decisivo, per me e per la Virtus. La mia, insomma, è stata una reazione istintiva, e non una mancanza di rispetto nei confronti di una maglia indossata per due stagioni, prima del mio trasferimento in Abruzzo».
Questo, invece, il giudizio sulla partita. «Non può che essere positivo, e non solo per il risultato. Infatti, anche se fosse finita 0-0 credo che nessuno avrebbe avuto da ridire circa la nostra prestazione. Tra le migliori di quest'anno, per impegno e trame di gioco sviluppate, al cospetto poi di un avversario che ha dimostrato, anche qui al Biondi, di valere le parti alte della classifica».
E la Virtus, balzata al quinto posto, come la vede? «Come una formazione rognosa per tutti, ma al tempo stesso umile e conscia dei propri mezzi. Una formazione che non deve mai perdere la concentrazione, essendo questa l'unica maniera per tener testa ad ogni avversario. Anche il più quotato». Immancabile la dedica finale: «Gol e vittoria», conclude Antonio Piccolo, alla seconda segnatura stagionale, «sono tutti per Alberto (Cerri, l'attaccante rossonero operato di recente al ginocchio, ndc). Sappiamo bene il momento difficile che sta vivendo e vogliamo fargli sentire tutto il nostro affetto».
Stefano De Cristofaro
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