D’Aversa: orgoglioso di allenare questa squadra

Vittoria dedicata a una persona speciale: «Lui sa» E il ct dell’Under 21 Di Biagio in tribuna spia i rossoneri
LANCIANO. «Dedico la vittoria ad una persona speciale, non la nomino perché questa persona lo sa». Non è facile sentilo fare delle dediche mister Roberto D’Aversa e non è abituale vederlo sorridere, ma, di fronte ad una partita vinta contro la terza forza del campionato, l’Avellino, anche il tecnico pescarese si lascia andare.
E’ arrivata la dedica ma subito dopo si è concentrato sui suoi ragazzi. «Sono loro che scendono in campo e sono loro che costruiscono la vittoria». Una vittoria meritata, nonostante una sofferenza maggiore nel secondo tempo. «Al di là del bel gioco contava la vittoria ed è arrivata», ha detto D’Aversa, «è arrivata contro una squadra forte, strutturalmente più forte di noi; i ragazzi hanno giocato alla grande. E non è facile fare una grande prestazione contro l’Avellino che difficilmente ti fa giocare. Siamo stati bravi a non abbassarci, anche nel secondo tempo. Nel primo abbiamo speso tantissimo per evitare di farli avanzare e lo abbiamo un po’ pagato nel secondo. Ad ogni modo abbiamo finito in crescendo». E senza subire gol per la seconda partita di seguito. Una bella notizia se si pensa che la difesa era “rimaneggiata” (si è temuto anche di perdere Mammarella nel secondo tempo quando si è lussato un dito, prontamente risistemato dallo staff medico della Virtus), vista l’ assenza di Troest, con Aquilanti spostato al centro e Conti confermato a destra. Ma anche questa è una conferma a quanto D’Aversa sostiene dall’inizio della stagione, ossia che chiunque scende in campo lo fa dando il massimo e non facendo rimpiangere gli (eventuali) assenti. «Conti ha fatto due partite straordinarie», ha continuato il mister, «così come Aquilanti, Bacinovic e Monachello che ho scelto perché doveva lavorare di sponda e lo ha fatto. Tutti hanno dato il proprio contributo, anche chi è stato in panchina. La vittoria è di tutti». Una vittoria che poteva essere anche più rotonda visto il palo colpito da Monachello.
«E’ un po’ il limite di quest’anno: creare tanto e non finalizzare al massimo», ha detto il mister, «ma va bene lo stesso. Sono orgoglioso di questi ragazzi, del lavoro quotidiano che fanno, non solo della partita».
Di Biagio al Biondi. Spettatore d’eccezione: Gigi Di Biagio, cittì dell’under 21 per la quinta volta a Lanciano in questa stagione. L’ultima volta è stata all’andata contro la Pro Vercelli il 28 ottobre 2014. Osservati speciali Monachello, Cerri, Gatto che è stato nel giro dell’under 21 come Trotta dell’Avellino.
Un osservatore che ha fatto “tremare” D’Aversa che già deve rinunciare, per via della nazionale under 19 a Cerri che oggi partirà per il ritiro azzurro. «Ho saputo che c’era Di Biagio in tribuna per questo non ho fatto giocare Gatto», ha scherzato D’Aversa, «ha visto però un ottimo Monachello. Credo fosse qui per loro, e anche per qualche ragazzo dell’Avellino (Trotta, Chiosa, Almici, ndc). Perderò già Cerri, spero non ci siano altre defezioni anche se per i ragazzi è sempre bello andare in nazionale. Purtroppo fino a quando i calendari internazionali si faranno solo in base alla serie A e ci sono in squadra giovani di prospettiva sarà così. Noi restiamo concentrati sul campionato. Siamo ancora nella zona calda, speriamo di arrivare presto a 50 punti per la salvezza per poi continuare a lottare».
Rastelli applaude la Virtus. Lucida l’analisi di Massimo Rastelli: «Siamo partiti bene poi abbiamo avuto cinque minuti di difficoltà sulla fascia sinistra ed è arrivato il gol che ha cambiato la partita. Dopo il gol il Lanciano ha difeso in 10 per poi ripartire in velocità. Noi potevamo anche pareggiarla nella ripresa, Trotta ha avuto due occasioni ma non le ha sfruttate. Merito comunque del Lanciano che non ha mollato, è andato su ogni pallone, ha lottato fino alla fine e ha avuto ragione. Noi usciamo a testa alta e guardiamo ancora avanti, è naturale farlo ora».
L’esodo irpino. E lo farà l’Avellino con l’apporto del suo pubblico che ieri ha colorato la curva Nord del Biondi. Tifosi arrivati a Lanciano con 7 pullman, numerosi pulmini e auto private. Un esodo di 1.300 persone che ha fatto registrare il record di paganti del girone di ritorno, 1893. Non c’è stato il record assoluto che si è registrato all’andata contro il Bari, con 2470 paganti, ma è il secondo stagionale.
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA

