D’Aversa sfida Conte: amici contro in panchina

25 Ottobre 2019

Un legame inedito creato dalle mogli e consolidato dalle vacanze insieme

PESCARA. Si fa presto a parlare di amicizia, specialmente nel mondo del calcio dimenticando che laddove regnano i soldi il legame difficilmente è così forte. Ma in questo caso di amicizia vera si tratta, perché coinvolge le famiglie ed è generata dalle mogli. Ecco perché Inter-Parma di domani (ore 18) nasconde una sfida nella sfida che alla fine vedrà Antonio Conte e Roberto D’Aversa farsi una bella risata. Perché è vero che faranno di tutto per superarsi, ma solo durante la partita. Poi, torneranno all’amicizia di tutti i giorni, quella che li porta a parlare spesso e non solo di pallone. In queste ore è uno sforzo continuo dei due a capire quello che l’altro può pensare e architettare. Sono entrambi competitivi. Vuoi mettere la prossima estate qualche sfottò sulla scia dello scontro diretto.


Nella città del Palio. Probabilmente, nessuno dei due immaginava di vivere la giornata di domani al Meazza quando hanno approfondito la conoscenza. Sì, perché le vite si incrociano a Siena nella stagione 2005-2006: Roberto D’Aversa è il centrocampista della squadra allenata da Luigi De Canio che ha come secondo Antonio Conte. Il pescarese è una delle colonne dei bianconeri in serie A, mentre Conte studia da allenatore. «Si vedeva che aveva qualcosa in più», dirà poi Roberto D’Aversa quando l’amicizia è ormai collaudata. Ad alimentarla sono state le rispettive signore, Elisabetta e Claudia. Quelle che soffrono sulle tribune nel vedere i propri mariti in panchina o in campo. Quelle che parlano di tutto in attesa che i rispettivi compagni escano dallo stadio. Dalle mogli alle famiglie e quindi ai mariti. Il rapporto si alarga. «Già lì si capiva la sua forza da allenatore», ripete D’Aversa, «ma non perché voleva creare problematiche, anzi. Lui vedeva un potenziale diverso in quella squadra, molto più grande rispetto all’obiettivo della salvezza». In quel Siena ideato da Giorgio Perinetti emergeva già la figura di Daniele Faggiano, che oggi è il ds del Parma.
Ognuno, dopo l’esperienza in Toscana, poi prende la sua strada, ma il rapporto si stringe e coinvolge i bambini. Si va in vacanza insieme, ci si sente spesso al telefono. Conte viene a Pescara e D’Aversa va in Salento dove il tecnico oggi dell’Inter ha le sue radici. Si frequentano talmente tanto che dimenticano il motivo per cui si sono conosciuti, ovvero il pallone. «Ne parliamo poco quando siamo in vacanza», racconta D’Aversa. Però, ovviamente, se necessario si scambiano informazioni. Conte si mette in proprio e diventa allenatore, colleziona successi e scudetti; Roberto D’Aversa termina la carriera a Lanciano dove inizia quella in panchina che lo porta alla splendida cavalcata di Parma. Conte va alla Juve, alla Nazionale e poi al Chelsea.


Vacanze insieme. L’amicizia resiste, anzi si fortifica. Viaggi all’estero, anche in Madagascar. Conte, allenatore della Nazionale, nell’estate del 2015 arriva a Pescara dove lo attendono i paparazzi allo stabilimento balneare Venere. Selfie a non finire, c’è la coda di curiosi alla quale non si sottrae. D’Aversa gli fa assaggiare gli arrosticini, Conte ospita in Salento la famiglia del tecnico pescarese. Nessuno immagina che un giorno, domani, i due saranno avversari in panchina. Conte (ai tempi del Chelsea) e signora arrivano a Pescara quando Roberto D’Aversa e la moglie Claudia tengono a battesimo la terza figlia Sofia, approfittando della pausa della Premier League. Sono proprio i coniugi Conte i padrini della terza figlia dei D’Aversa. Nel frattempo quello che nel 2005 era il secondo di De Canio diventa l’allenatore più pagato della serie A (10 milioni di base più bonus per tre anni) e quello che era un calciatore arriva fino alla serie A grazie alle due promozioni di fila sulla panchina del Parma.
Chi li conosce bene è Angelo Alessio, ex centrocampista della Juve ed ex secondo di Conte: «D’Aversa qualcosa l’ha presa da Antonio», ha detto in passato, «ma porta avanti le sue idee. La cultura del lavoro, l’attenzione per i particolari è più o meno simile».
Il calendario. Che sarebbe arrivato il giorno del faccia a faccia e della sfida in panchina l’hanno capito entrambi da tempo. Conte da quando ha deciso di tornare in Italia dopo l’esperienza in Inghilterra e Roberto D’Aversa da quando ha conquistato la salvezza con il Parma. In estate hanno immaginato questo giorno. E alla compilazione dei calendari sono andati a cercare proprio Inter-Parma. Lo stadio Meazza è il massimo che possa offrire il calcio per Roberto D’Aversa e, da buon ex milanista, gli dà gusto battere l’Inter. Lo ha fatto nella passata stagione regalandosi una grande gioia. Ci riproverà domani, è già in clima partita. Ma sa che i favori del pronostico sono per Antonio Conte che ha un motivo in più per vincere: evitare gli sfottò dell’amico Roberto.
Perché, poi, arriverà giugno e sotto l’ombrellone qualcuno ricorderà all’altro come è finito lo scontro diretto.
E a ridere per prime saranno le mogli, le migliori custodi di un’amicizia vera. Una rarità nel mondo del calcio.
@roccocoletti1.

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