D’Aversa tuona: «Nessun caso Amenta»

L’allenatore della Virtus risponde alle critiche sul mancato impiego del difensore: non utilizzato solo per problemi fisici
LANCIANO. “Amenta o non Amenta, questo è il problema?”. Un dubbio amletico che scuote la serenità della Virtus Lanciano sul mancato utilizzo del centrale difensivo Federico Amenta, che quest’anno ha disputato solo due gare(Frosinone e Terni) a differenza dell’anno scorso in cui ha giocato quasi tutto il campionato, diventando uno dei migliori centrali difensivi della B e goleador rossonero (6 reti). Un mancato utilizzo del giocatore che sabato ha portato alcuni tifosi del settore Distinti ad intonare un coro in cui lo chiedevano in campo. Una richiesta che ha spinto ieri l’allenatore Roberto D’Aversa, nella conferenza stampa, a spiegare che il mancato impiego di Amenta è solo una questione fisica, che nulla ha a che vedere con scelte puramente tecniche, nè con liti presunte col difensore. «Fermo restando che il pubblico può esprimere il proprio parere», ha spiegato il tecnico, «io dico che la propaganda pro o contro un singolo giocatore non fa bene a nessuno, ma fa male a chi viene preso singolarmente in considerazione (Amenta e Ferrario in questo caso, ndc) e alla squadra. Il percorso di Amenta è stato travagliato purtroppo quest’anno. A livello fisico ha avuto molti problemi. Invece è stato detto di tutto su di lui: che ha chiesto di andare via, ma come vedete non è partito; che ha litigato con il sottoscritto, e neanche questo è avvenuto, che ha abbandonato il campo nella partita contro il Carpi. Invece Federico semplicemente ha fatto un percorso diverso rispetto all’anno passato segnato da vari problemi fisici non ancora risolti».
E ha portato i numeri il tecnico pescarese per far capire che non ci sono trame contro o pro Amenta, che dall’inizio della stagione fino a Natale su 157 sedute di allenamento ne ha saltate 49, ossia un terzo. E che anche ora spesso non si riesce ad allenare al meglio.
«Nella settimana precedente la gara col Varese, ad esempio, martedì e mercoledì non ha lavorato al cento per cento», ha detto D’Aversa, «anche Ferrario ha fatto differenziato ma a parità di condizione ho preferito un giocatore che ha già dalla sua 19 partite rispetto ad uno che, purtroppo non è riuscito a giocare».
Nessun caso Amenta, quindi, e basta mugugni e cori che D’Aversa ha considerato “eccessivi”. Per il mister ci sono cose da correggere in difesa come in attacco, ma la prestazione dei ragazzi non si tocca. «Se avessimo vinto col Varese avremmo raggiunto il record dell’anno scorso con un budget inferiore di un milione», ha fatto notare D’Aversa, «il nostro obiettivo è la salvezza, da raggiungere partita dopo partita».
Ora c’è il Frosinone da affrontare. «Il Frosinone viene da una sconfitta pesante ma immeritata», ha chiuso il tecnico, «gioca con ritmo, grinta e si è rafforzato con il mercato che ha cambiato gli equilibri del campionato».
Un mercato che in casa Virtus ha visto un acquisto (De Silvestro) e due cessioni Branescu e De Vita. Se quindi la cessione di De Vita è stata colmata non si può dire lo stesso di quella del portiere. La Virtus in realtà il terzo portiere l’aveva trovato, Luca Maniero, estremo difensore del Pordenone con il quale aveva raggiunto un accordo: prestito con diritto di riscatto. Ma problemi con il deposito del contratto hanno fatto saltare la trattativa proprio alla chiusura del mercato.
Teresa Di Rocco
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