D’Aversa: voglio la salvezza Lanciano nato per soffrire

Domani esordio a Vercelli per la squadra rossonera (quarto debutto in trasferta) L’allenatore: «È ora di far parlare il campo. Formazione? Ho quattro dubbi»
LANCIANO. Per il quarto anno di seguito la Virtus Lanciano fa il suo debutto in campionato lontano dalle mura amiche del Biondi. Dopo Padova, Brescia, Catania, ora è la volta di Vercelli. La squadra è partita ieri, oggi farà la rifinitura al Piola (campo in erba sintetica, una delle insidie della sfida). «Finalmente inizia il campionato, dopo troppe chiacchiere», dice l’allenatore Roberto D’Aversa, «è ora di far parlare il campo. Il Piola è un campo difficile, sia perché c’è il sintetico e il gioco è molto più veloce, sia perché affronteremo una squadra che ha il nostro stesso obiettivo: la salvezza».
Insomma la Virtus inizia il suo quarto anno di B con uno scontro diretto. «Possiamo dire così», aggiunge D’Aversa, «baderemo al risultato, a prescindere dal gioco. Ovviamente non prescindiamo dal carattere, che ci deve essere. Determinazione e grinta non devono mancare, sono le nostre caratteristiche e devono tirarle fuori sia i veterani che i giovani. Dobbiamo partire col piede giusto». Anche quest’anno la Virtus ha il suo mix tra vecchia guardia e giovani promesse. Un mix abbondante fatto da 31 giocatori. Per la sfida di Vercelli, D’Aversa ieri ha quindi lasciato a Lanciano 9 ragazzi. Non ci sono Piccolo (squalificato)Turchi, Marilungo e Fofana (infortunati). Non c’è Boldor per gli impegni con la nazionale under 21 romena. Sono rimasti a casa anche i giovani Grodzic, Penna, Di Benedetto e Hiwat. Ma c’è Ferrari il bomber. «Ferrari è a posto, ha fatto allenamento e anche due amichevoli a Modena», precisa D’Aversa, «vedremo; potrebbe partire dall’inizio. Ho ancora dei dubbi su almeno 4 giocatori». Uno dei dubbi è sul sostituto di Piccolo. La maglia è in ballo tra Lanini e Rozzi, che ha colpito il tecnico nella sfida contro l’Ascoli. «Rozzi deve migliorare ma è generoso, lotta su ogni pallone e questo mi piace molto. Deve affinare la tecnica».
Non è in ballo De Silvestro, che pure gioca in quel ruolo, perché il tecnico lo sta utilizzando come terzino. Dubbi ci sono al centro della difesa. Accanto ad Aquilanti uno tra Amenta, Rigione e Di Filippo. A destra Pucino, a sinistra Mammarella. Centrocampo con Bacinovic, Paghera e uno tra Di Cecco e Zé Eduardo. Crecco si è aggregato al gruppo solo ieri. Attacco da costruire ma pare che il tridente Lanini-Ferrari-Di Francesco sia possibile. In porta Aridità, che affronta il suo ottavo anno in rossonero. Poteva esserci Pietro Terracciano(1990). Il Catania e la Virtus l’accordo l’avevano: prestito oneroso senza obbligo di riscatto, ma il portiere voleva arrivare a Lanciano a titolo definitivo, cosa non possibile al momento. Il Catania ha tempo fino al 20 per il mercato. «La proroga bisognava darla a tutti», commenta D’Aversa, «così non è corretto. L’anno scorso il Vicenza è andato ai play off grazie ad una squadra formata proprio durante la proroga, quando si trovano anche giocatori di A disposti a scendere in B pur di giocare. Entella e Ascoli saranno avvantaggiate». Avvantaggiate in un campionato che per la Virtus sarà come al solito duro. «È nel nostro dna dover soffrire», chiude l’allenatore, «quando pensiamo di essere bravi, di stare tranquilli sbagliamo sempre la gara. Allora dobbiamo pensare di soffrire, a sudarci ogni partita e faremo bene. Il nostro obiettivo è la salvezza».
Teresa Di Rocco
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