D’Eramo, la grande chance: da Avezzano a La Spezia

2 Gennaio 2019

Il 19enne di Archi da tre anni in biancoverde passa alla Primavera bianconera con la speranza di convincere Marino a portarlo in prima squadra in serie B

ARCHI. Agosto 2016. Mancano pochi giorni all'inizio della stagione. L'Avezzano si prepara per l'esordio e affronta in amichevole il Villa San Sebastiano. Al campo si presenta Michael D'Eramo. È un classe 1999, viene da Archi, fa la mezzala e vuole rimettersi in gioco dopo la sfortunata esperienza con gli Allievi del Vicenza. Arriva insieme al suo procuratore Tiziano Lauducci come l'ultima ruota del carro, da perfetto sconosciuto, per fare un provino. L'allenatore dell’Avezzano, Pino Tortora, lo getta nella mischia con la Juniores. «Può esserci utile per le giovanili, un '99 fa sempre comodo», è la prima sensazione della società. Bastano pochi minuti per cambiare il destino di D'Eramo. «Altro che Juniores, questo lo portiamo subito in prima squadra», dice il ds Stefano De Angelis. È l'inizio del sogno. Tre anni da protagonista in D: 78 presenze, 14 gol e l'esplosione con Federico Giampaolo. Ora ecco il doppio salto: D'Eramo è un giocatore dello Spezia (serie B). Domani si aggregherà alla Primavera, ma nella testa ha già l’obiettivo di convincere Pasquale Marino a portarlo in prima squadra. «Dipende tutto da me: io sono pronto».
Primi calci. Inizia a giocare al Perano, poi Paglieta, Giovanissimi a Lanciano e Pescara e tre anni alla Rc Angolana. Nel 2015 arriva la prima chiamata importante: D’Eramo passa agli Allievi nazionali del Vicenza. «Ho giocato poco», racconta il 19enne di Archi, «e a fine stagione mi hanno svincolato. Ero giù di morale perché Vicenza era per me l'occasione della vita. Sono tornato a casa e grazie a Lauducci, che è un amico di mio zio Nicolino, sono finito all'Avezzano. Inizialmente dovevo fare la Juniores, poi ho fatto una buona impressione e mi hanno portato in prima squadra. Devo ringraziare De Angelis e Tortora che sono stati i primi a credere in me».
L’intuizione di Giampaolo. La stagione successiva arriva Federico Giampaolo in panchina. D'Eramo, al suo secondo anno ad Avezzano, esplode e segna 8 gol attirando le attenzioni di società professionistiche. Il ds dei liguri, Guido Angelozzi, è molto legato a Giampaolo. Sono bastate le referenze di Federico per convincere lo Spezia a scommettere su D'Eramo. Ma c'è un retroscena. Il 9 novembre, in Santarcangelo-Avezzano, sugli spalti ci sono gli osservatori bianconeri. L’osservato speciale è il numero 10 biancoverde, ma il giocatore non sa nulla. «A fine partita Giampaolo mi viene vicino e mi dice che in tribuna c'erano gli osservatori dello Spezia. Non me l'aveva detto perché non voleva mettermi ansia. Per fortuna che in quella ho partita ho segnato». Sotto gli occhi dello Spezia, che non ha più dubbi: D’Eramo sarà bianconero.
La famiglia. «Papà Antonio e mamma Angela hanno fatto tanti sacrifici per me. Ricordo quando mi portavano tre volte a settimana a Pescara per fare allenamento. Poi, ho iniziato a prendere il treno: mangiavo un panino a scuola e andavo al campo. I miei hanno un bar ad Archi e lavorano mattina e sera per arrivare a fine mese e fare stare bene me e le mie sorelle Tonia e Jeaninne». C’è un tifoso speciale in casa D’Eramo: è nonno Tonino, che guarda il nipote dal cielo. «Anche quando era in ospedale, diceva sempre a mia nonna di comprare il Centro perché voleva leggere cosa c’era scritto su di me. Lo porto sempre nel cuore». Un compagnone, un ragazzo solare che ama stare in mezzo alla gente. Tifoso della Juventus e del Pescara, Michael ascolta la musica reggaeton e ha la passione del biliardo. Ha salutato Avezzano con una tripletta nel derby con il Pineto. Da Archi a La Spezia: un viaggio di 500 chilometri fatto di sfide e sogni. «Ringrazio Paris, il presidente D’Alessandro che ha curato la trattativa e il mio procuratore Vigorelli». Dopo Alessio Di Massimo, che finì alla Juventus, l’Avezzano sforna un altro talento: Michael D'Eramo. La B è lì che lo aspetta.
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