D’Onofrio: sono sicuro, L’Aquila si salverà

4 Gennaio 2016

Eccellenza, il seconda linea è aquilano doc: «La qualità c’è, ma manca l’esperienza. Con la Lazio faremo risultato»

L’AQUILA. Un anno da dimenticare. L’Aquila Rugby ha archiviato il 2015 come il peggiore anno di una lunga e gloriosa storia di 80 anni. Il club aquilano infatti, in 365 giorni è riuscita a conquistare una sola vittoria in competizioni ufficiali: 45-26, sabato 11 aprile 2015 al Fattori contro i Cavalieri Prato. Per il resto, 17 sconfitte in campionato (7 nella stagione in corso) e tre nel Trofeo d’Eccellenza.

Finisce quindi un anno solare negativo, per dare spazio a quello che tutti gli aquilani si augurano del possibile rilancio.

«Non siamo squadra da ultimo posto», afferma deciso Ugo D'Onofrio, seconda linea classe 1995, «possiamo fare meglio, perché manchiamo d'esperienza, ma come qualità ci siamo. All'inizio abbiamo avuto problemi d'appartenenza, non tutti hanno capito cosa significa giocare per L'Aquila, la storia che rappresenta questa maglia, ma stiamo migliorando anche in questo aspetto». Ugo D'Onofrio, figlio di Bruno e nipote di Marco "Cico", indimenticati campioni del recente passato neroverde, ha il rugby nel sangue e ha voluto a tutti i costi indossare la maglia della sua squadra del cuore. «Sono felice della scelta fatta», conferma l’atleta, studente di economia, cresciuto nella Polisportiva L'Aquila e tornato dopo le esperienze nell'Accademia di Roma e in quella di Parma, «ho sempre avuto il desiderio di esordire in prima squadra con L'Aquila, ho quindi detto sì alla prima chiamata del presidente. Per me è un onore e darò sempre il meglio di me. Mi trovo bene con gli allenatori e i compagni di squadra».

Il pubblico aquilano, si sta riavvicinando alla squadra, nonostante i risultati negativi, e può spingere il gruppo, nelle prossime 11 partite, a risalire la classifica. «I tifosi sono fondamentali per noi», afferma D'Onofrio sempre impiegato in campionato, con 7 presenze di cui 5 da titolare e una nel Trofeo d’Eccellenza, «la città deve appoggiarci e stimolarci a fare meglio. Io ho la fortuna di conoscere la storia del club grazie ai racconti di mio padre e mio zio, di un passato che faceva del Fattori un campo difficile, ostico e temuto, dove non si portava a casa facilmente il risultato. Mi dispiace quando giochiamo con lo stadio vuoto».

Sabato la squadra ha ripreso gli allenamenti, per preparare la trasferta di Roma contro la Lazio, dove sarà presente anche il Rrugby Club Vecchio Cuore Neroverde (prenotazioni al 349.4247971 entro giovedì). «Ho giocato contro la Lazio in precampionato nel Trofeo Sebastiani», commenta il giovane avanti, «ma da allora sono cambiate tante cose, sia per noi che per loro. Affronteremo un avversario combattivo e se non saremo aggressivi avremo problemi. Anche se giochiamo fuori casa possiamo prendere punti». A Roma mancheranno gli infortunati Nardo Casolari, Manuel Panetti e Alessio Mattoccia, ma anche il centro Marcello Angelini, tra i migliori di questa prima parte di stagione, convocato fino al 10 gennaio dalla Nazionale Under 20. «Per noi è una mancanza importante, ma un centro forte in difesa come Angelini dovrebbe sempre essere chiamato dagli azzurrini», sostiene D'Onofrio, che a novembre è stato chiamato nella Nazionale Emergenti. «Credonella salvezza e nel progetto del presidente Zaffiri», conclude, «L'Aquila è l'ambiente giusto per crescere».

Tommaso Cantalini

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