D’Ottavio, l’ argento olimpico compie 10 anni

28 Agosto 2014

La ginnasta teatina il 28 agosto 2004 conquistò ad Atene l’ultima medaglia abruzzese

PESCARA. L’ultima medaglia olimpica abruzzese oggi compie dieci anni. Era il 28 agosto del 2004, un sabato pomeriggio, passato alla storia dello sport italiano per il primo l’argento conquistato dalla nazionale di ginnastica ritmica. Atene 2004 è stato un punto di svolta per Fabrizia D’Ottavio, teatina doc, allora 19enne, una delle protagoniste delle farfalle azzurre che hanno rotto il monopolio dell’Est Europa. Da allora l’Abruzzo è rimasto a guardare: ha sfiorato una’altra medaglia a Pechino, sempre con la D’Ottavio, e poi si è dovuto accontentare della sola partecipazione del beacher ortonese Paolo Nicolai a Londra 2012.

All’orizzonte c’è Rio de Janeiro 2016, e le speranze di medaglia sono affidate allo stesso Nicolai, a Di Fulvio (con la pallanuoto), alle ginnaste della ritmica dell’Armonia d’Abruzzo e altri ancora. Fabrizia D’Ottavio, oggi allenatrice nonché testimonial di eventi, li vedrà come dei figliocci.

E sarà lei stessa ad augurarsi che l’incantesimo si spezzi, riportando l’Abruzzo su un podio olimpico. Nel frattempo, la reginetta della ritmica oggi festeggia l’anniversario di quell’argento inaspettato che poi ha spalancato le porte anche alla conquista della Coppa del Mondo. Sarà un giorno particolare per la bionda teatina cresciuta in una famiglia che si nutre di sport. Lo trascorrerà nel ricordo di quell’impresa che l’ha fatta balzare agli onori delle cronache e che le ha regalato popolarità (è stata sindaco del Villaggio olimpico dei Giochi del Mediterraneo del 2009) e gloria (ha collaborato anche con Sky). Magari rivedendo davanti al video il filmino di quegli esercizi che hanno strappato applausi al pubblico di Atene. «Se ci ripenso, ancora oggi non riesco a capacitarmi di quell’impresa», ha detto nei giorni scorsi al Centro. La vigilia, l’attesa e poi i movimenti armoniosi sulla pedana. Una squadra che ha fatto la storia quella della ginnastica ritmica. E quella medaglia d’argento ha rappresentato una ciliegina sulla torta anche per l’Armonia d’Abruzzo della Mazziotti e della Germani, madre e figlia, che da anni continua a sfornare talenti per la Nazionale e a collezionare scudetti. Per la D’Ottavio quel pomeriggio del 28 agosto del 2004 è stato un concentrato di emozioni per una passione che ha abbracciato a cinque anni e che ha portato avanti a suon di allenamenti, sacrifici e rinunce.

Una carriera ricca di allori e corredata da qualche delusione. Ad esempio, quella di Pechino, nel 2008, con quel quarto posto che grida ancora vendetta. Una medaglia di legno che ha il sapore dell’ingiustizia per via di valutazioni opinabili di una giuria molto contestata. D’altronde, nei paesi dell’est fanno e disfanno con la ritmica, anche nelle giurie. E proprio Pechino 2008 è stato l’ultimo atto di una carriera comunque da incorniciare. Come Atene 2004, come quel giorno di fine agosto durante il quale Chieti e l’Abruzzo si sono sentiti orgogliosi di Fabrizia D’Ottavio.

@roccocoletti1

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