Da Goggia a Fontana, ecco le speranze d’oro

19 Febbraio 2018

L’obiettivo dell’Italia è chiudere in doppia cifra nel medagliere

PYEONGCHANG (COREA DEL SUD). Senza bandiera, senza patria e pure senza oro. E tutto quello che non riescono a vincere gli altri lo porta a casa la Norvegia. Mentre l'Italia con due titoli già messi via, e sei medaglie all'attivo, guarda al finale per tirare fuori gli altri colpi. Al giro di boa dei Giochi freddi, ma del disgelo tra Coree, il medagliere a poco più di metà dell'opera segna zero nella casella degli ori per la Russia.
Il titolo olimpico per i 169 atleti di Mosca ammessi senza la divisa e come Oar sembra diventato un tabù, ma almeno nel pattinaggio di figura con la sfida tutta in casa tra Zagitova e Medvedeva, la medaglia più preziosa pare garantita: tre argenti e otto bronzi però finora, con il fondo che anche ieri nella 4X10 ha visto i russi lottare testa a testa con i norvegesi di Klaebo che però hanno messo gli sci davanti a tutti.
E per gli scandinavi gli ori sono già nove per 25 medaglie complessive. Un vero boom se si considera che di podi a disposizione per altri sette giorni di gare sono tanti. Insegue la Germania che in avvio è schizzata in testa e ha vinto comunque gli stessi ori della Norvegia (17 podi al momento), mentre le corazzate negli sport invernali di Canada e Usa tengono il passo ma a distanza.
Per i russi di Oar il ventesimo posto provvisorio nel medagliere è lontano anni luce ovviamente dai Giochi di casa di quattro anni fa, in cui chiuse con 13 ori, 33 medaglie totali, e la vergogna del doping di cui ancora pagano le conseguenze.
L'Italia dopo una partenza decisamente buona, illuminata dagli ori di Arianna Fontana e Michela Moioli, l'argento di Pellegrino, e i bronzi di Brignone, Windisch e Tumolero (questi ultimi sorprese graditissime dell'Italia Team) ha avuto una battuta d'arresto soprattutto con le delusioni della valanga rosa nel superg (tante azzurre in corsa, zero medaglie), del mancato bis della portabandiera sui 1500 e dell'ennesimo flop del biathlon targato Dorothea Wierer.
Ma ci sono tante occasioni da medaglia nella settimana che chiude la kermesse olimpica: a cominciare da domai con il ritorno in pista della Fontana che insieme alle altre azzurre andranno a caccia della medaglia nella staffetta 3000 metri.
Per la portabandiera anche un'altra prova individuale, i 1000 metri, in cui comunque potrà dire la sua. Nello stesso giorno chance di riscatto e di podio per la staffetta mista del biathlon con Wierer-Vittozzi e Hofer-Windisch. Per le biathlete c'è da giocare anche la carta della staffetta femminile.
Mercoledì è il grande giorno della discesa libera femminile: alle spalle lo zero incassato dagli uomini jet, le azzurre provano a ritirar su lo sci alpino che finora conta solo il bronzo della Brignone.
La valdostana e soprattutto Sofia Goggia (andata male nelle prime due prove del gigante e superg) nella discesa, alla luce dei risultati in coppa del mondo, partono nella rosa delle favorite.
Al cancelletto Lindsay Vonn, che punta all'oro. Altra gara da seguire la combinata, Goggia e le sue sorelle non sono comprimarie. Occasione da medaglia, anche pesante, con Pellegrino nella team sprint.
L'oro non è cosa solo per altri qui. E poi c'è Carolina Kostner che se avrà possibilità di medaglia lo si capirà da come pattinerà sul ghiaccio coreano: nel team event non ha impressionato, ma arriva col bronzo europeo dalla sua. Riflettori sulla pista ghiacciata in chiusura per Francesca Lollobrigida, capelli colorati e cognome da grande schermo: la gara della pattinatrice è la mass start. Una settimana di gare e di chance: Italia spera, i russi devono dare una scossa d'oro al medagliere.