Da meno quattro a più cinque in un mese

L’incredibile rimonta: l’Ascoli rallenta e i biancorossi pigiano il piede sull’acceleratore nella corsa alla B
TERAMO. Da -4 a +5 in un mese. Il Teramo ha costruito l'allungo in classifica ai danni dell'Ascoli nelle ultime sei partite. Lo scorso primo marzo, dopo il beffardo 1-1 interno con la Spal (rigore degli ospiti in pieno recupero), successivo al blitz dell'Ascoli a Pisa, il primo posto sembrava essere saldamente nelle mani dei marchigiani (in vetta a +4). Nel week end seguente, con l'1-5 di Carrara, parte la rimonta dei ragazzi di Vivarini. Il 15 marzo, grazie al 2-2 tra Gubbio e Ascoli e al successo del Teramo con la Pistoiese (2-0), lo svantaggio si riduce a -2, facendo da antipasto a quello che sarebbe successo tre giorni più tardi. Il 18 marzo, nel turno infrasettimanale, arriva infatti l'aggancio al vertice con la vittoria di Piacenza (0-3) e il contemporaneo 0-0 dell'Ascoli a Pontedera. Il Diavolo è pronto a mettere la freccia e, puntualmente, piazza il sorpasso il 22 marzo battendo il fanalino di coda San Marino (2-0) e approfittando dell'1-1 nel big-match Ascoli-Reggiana. E' la svolta. Il Teramo va a +2, ma non si ferma.
E' il 28 marzo e il pari di Reggio Emilia, nonostante qualche rimpianto per le occasioni da gol fallite, anticipa di poche ore il ko dell'Ascoli a Forlì (2-1, con contestazione dei tifosi bianconeri), che permette ai biancorossi di andare a +3. Il resto è storia recente.
Il giovedì pre-pasquale regala al Teramo il +5 in virtù del 3-0 al Tuttocuoio e dell'1-1 tra Ascoli e Pro Piacenza. A cinque turni dalla fine il sogno di una storica promozione in B è sempre più vicino a diventare realtà.
Inizio difficile. E pensare che l'avvio di campionato del Teramo era stato piuttosto negativo. Le due sconfitte nelle prime due giornate (3-1 a Pisa e 1-3 con il Grosseto) avevano un po' demoralizzato l'ambiente. A pochi giorni dalla trasferta di Forlì il presidente Luciano Campitelli esclama: «Vivarini e Di Giuseppe si assumano la responsabilità della rosa allestita. Non c'è due senza tre, perderemo anche a Forlì». Le parole pronunciate dal patron scuotono il Diavolo, che in due settimane conquista quattro vittorie consecutive e si issa in testa alla classifica del girone B. La gioia, però, dura poco. La sconfitta nel derby contro L'Aquila, il 5 ottobre, costa il primato al Teramo (che perde Fiore, resterà fuori cinque mesi) facendo addensare nuove nubi all'orizzonte. La coppia Lapadula-Donnarumma è alle prese con fastidiosi problemi fisici. Arrivano il ko di Pistoia (4-1, l'ultimo prima della serie utile) e lo scialbo 1-1 casalingo con la Pro Piacenza (il difensore Perrotta viene sostituito tra i fischi del pubblico).
La svolta tattica. E' il 9 novembre e nella trasferta di San Marino, complice la carenza di esterni, Vivarini cambia modulo al Teramo, passando al 5-3-2 (in fase di spinta è un 3-5-2). Si torna alla vittoria dopo 42 giorni (l'Ascoli è a +5), ma da quel momento la difesa diventa il punto di forza dei biancorossi (la porta di Tonti resterà inviolata 14 volte in 22 giornate) e ricomincia la scalata verso la vetta. A Natale l'Ascoli è a +2. Lo 0-0 del Del Duca, il 6 gennaio, rafforza l'autostima del Teramo: la B non è più un'utopia.
Il calendario. Tra sette giorni, sabato 11 aprile, la squadra di Vivarini riceverà la visita della Lucchese (ore 15) nel secondo match di fila al Bonolis. L'Ascoli (sempre alle 15) sarà di scena a Grosseto. Il momento è decisivo: il Teramo vuole aumentare il vantaggio sui ragazzi di Petrone. Se il Diavolo non perderà colpi e se l'Ascoli dovesse frenare ancora, si potrebbe fare festa con un paio di giornate d'anticipo senza aspettare lo scontro diretto del 10 maggio. Il sogno continua. (g.l.)
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