Da stasera a domenica azzurre a caccia del pass olimpico

CATANIA. La lunga attesa è finita, oggi la nazionale italiana femminile farà il suo esordio nel torneo di qualificazione olimpica, in programma a Catania fino a domenica. Le azzurre di Davide...
CATANIA. La lunga attesa è finita, oggi la nazionale italiana femminile farà il suo esordio nel torneo di qualificazione olimpica, in programma a Catania fino a domenica. Le azzurre di Davide Mazzanti nella tre giorni siciliana si giocheranno l'opportunità di strappare subito il pass per i giochi olimpici di Tokyo 2020. Nella prima giornata l'Italia affronterà il Kenya, sulla carta la squadra meno attrezzata nella pool F. Il match sarà trasmesso in diretta da RaiDue a partire dalle ore 21,15, alle ore 18 (diretta su RaiSport + HD) toccherà, invece, a Belgio e Olanda affrontarsi nella sfida inaugurale del girone. «Stiamo crescendo giorno dopo giorno nell'avvicinarci a questo appuntamento», le parole del ct. «L'Italia sulla carta ha dei numeri molto simili all'Olanda, ma questo non significa nulla. Il Belgio ci ha battuto 3-2 in Turchia nella Nations league, le Orange le abbiamo incrociate una volta sola volta quest'anno, ma era un gruppo giovanissimo. In questa marcia d'avvicinamento, stiamo recuperando le intese tra le giocatrici, che sono un aspetto fondamentale per noi. Credo che dovremo lanciare la nostra macchina al massimo della velocità e poi farle dare una spinta ulteriore anche dal pubblico di Catania».
«È un'emozione fantastica e c'è tanta voglia di iniziare», ha detto Paola Egonu. «Affronteremo tre avversarie forti, che ci potrebbero mettere in difficoltà. Dipende tutto da noi. Dal PalaCatania mi aspetto tanto affetto e, sicuramente, supporto. L'Olanda è la squadra con cui abbiamo giocato più spesso negli scorsi anni ed è quella che conosciamo meglio, anche se quest'anno non l' abbiamo mai affrontata al completo. Questo, ovviamente, vale anche al contrario: conoscono i nostri punti deboli e sono convinta che sarà una sfida che vincerà chi riuscirà a resistere di più».
Roberto Di Candio

