Da Vandelli a Balugani, tanti ex Modena

La storia degli emiliani che hanno giocato e allenato in maglia rossonera
LANCIANO. Centodiciotto partite in sei campionati di serie D nei quali la Pro Lanciano ha lottato per passare in C, una stagione da allenatore-giocatore e due dedicate solo alla panchina: sono i numeri di Gianni Balugani in rossonero, a suo tempo uno dei giovani più promettenti del vivaio del Modena, che negli anni ’70 ha legato la carriera alla squadra frentana. Petruzzi, Pozzolini e Mauri sono stati i presidente del terzino classe 1946, che con gli emiliani ha disputato cinque tornei di B prima di venire a Lanciano. È qui che ha iniziato la carriera da allenatore che lo ha visto protagonista anche a Francavilla, Teramo e Chieti.
Quella di Balugani è la cessione al Lanciano più nota di un calciatore formato nel Modena che domani farà visita al Biondi.
In realtà, in passato, e in particolare a fine anni Venti, i rapporti con la Via Emilia sono stati decisamente più stretti e intensi.
Quando il club rossonero si preparava a vivere la sua stagione d’oro, vennero da quella zona Scapinelli, Forni e Torreggiani che contribuirono alla vittoria del campionato regionale 1927-28. Verosimilmente furono perciò gli intermediari che favorirono l’arrivo, dall’anno successivo, di atleti più quotati. Come ad esempio Arturo Policaro, portiere della Virtus nel suo primo campionato interregionale, quello 1928-29, che aveva già difeso la porta dei canarini nella massima serie e che avrebbe militato ancora tre anni in A con i gialloblù. Sempre nello stesso campionato, la Virtus aveva il terzino Renzo Vandelli, altro modenese con presenze in Divisione nazionale, che proseguì la carriera tra serie C e B. Venivano dal Modena, o da formazioni minori della zona, il portiere Augusto Pelli che prese il posto di Policaro, e gli attaccanti Gino Cavani e Otello Righi, miglior realizzatore virtussino nel campionato 1929-30.
Soprattutto fu modenese l’ala destra Romolo Re, tesserato tra il 1928 e il 1930. Anche lui aveva esordito, senza sfondare, in prima squadra, e come molti cercò migliori fortune al Sud. Capocannoniere della squadra nel 1928-29, Re sui giornali nazionali veniva definito il «bombardiere della Virtus». Segnò il gol decisivo nel primo derby vinto contro il Chieti e fu uno dei pilastri dell’undici che espugnò il Ranchibile di Palermo nel 1930. Lanciano gli fece da trampolino, poiché da qui si trasferì a Messina, dove nel 1932, con 11 reti in 31 partite, contribuì alla prima promozione tra i cadetti dei peloritani, ed è considerato ancora oggi una delle migliori ali destre nella storia del club dello Stretto.
Andrea Rapino
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