DA ZDENEK A LUCIANO: IL FATTORE ZETA
A metterli vicino, Zdenek e Luciano appaiono lontani un milione di anni luce, l’uno dall’altro. Lo sono, intanto, per generazione, con trent’anni di differenza. Sono nati in posti così diversi da...
A metterli vicino, Zdenek e Luciano appaiono lontani un milione di anni luce, l’uno dall’altro.
Lo sono, intanto, per generazione, con trent’anni di differenza. Sono nati in posti così diversi da sembrare i due opposti della stessa carta geografica: una grande capitale europea e una delle città più belle del mondo, una cittadina nel cuore semplice dell’Abruzzo. Ci vuole una linea lunga 1.380 chilometri per congiungerle.
Uno ha deciso che il 4-3-3 fosse e debba continuare ad essere l’unico sistema di gioco adatto, quello migliore, quello dal quale non si prescinde mai. Un dogma. Un’applicazione fondamentalista che gli ha garantito solo briciole, pur dando spettacolo: un campionato vinto a Foggia, uno a Pescara e, nel mezzo quel senso di incompiuto che lo ha accompagnato troppe volte.
L’altro, in due mesi di campionato, i primi della sua carriera da allenatore professionista, ha già cambiato tre volte pelle alla sua squadra, riflettendo, valutando, correggendo. Alla ricerca del definitivo equilibrio.
Ma forse Zeman e Zauri assomigliano molto di più di quello che potrebbe sembrare. Li accomuna la prima lettera del loro cognome, quella zeta non così comune e, invece, così fortemente caratterizzante. Li unisce il passato nella Lazio (tre anni intensi da allenatore per il primo, 140 partite per il secondo) e, poi, il Delfino del Pescara sul petto. E qui i numeri.
Quel meraviglioso Pescara del 2011-2012 fece saltare il banco del campionato con il miglior attacco (90 gol segnati, record ancora ineguagliato nell’era dei tre punti) e solo l’undicesima difesa (55 reti al passivo); dopo undici partite ne aveva segnati 27 e presi 18.
Questo viaggia con velocità diverse (+18, -12) ma tanto basta per appuntarsi la medaglia che merita chi ha l’attacco migliore ma pure la quinta difesa più perforata della serie B.
Zdenek Zeman ripeteva la sua litania: «Mi basta fare un gol in più degli avversari»; Luciano Zauri ammette «sto lavorando per trovare le soluzioni migliori». Così diversi, il boemo e il marsicano. O no?
*giornalista Sky Sport
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