Dal Gambia all’Avezzano, il profugo Bittaye ora può giocare

15 Novembre 2014

AVEZZANO. Lamin Bittaye è un calciatore dell’Avezzano, ma il suo tesseramento è stato un po’ un’odissea, esattamente come il suo arrivo in Italia. E’ la storia di un ragazzo che come tanti altri...

AVEZZANO. Lamin Bittaye è un calciatore dell’Avezzano, ma il suo tesseramento è stato un po’ un’odissea, esattamente come il suo arrivo in Italia. E’ la storia di un ragazzo che come tanti altri profughi africani, ha deciso di cambiare vita, per cercare di sfuggire alla miseria. 19 anni e tanta passione per il calcio, ma in Gambia (la sua nazione di origine), non era possibile. Da qui la decisione di affrontare il viaggio della speranza alla ricerca di un futuro migliore. Partito da Serrekunda (città di residenza) si è imbarcato su un gommone nel marzo scorso, insieme ad altre 142 persone stipate come sardine su una imbarcazione che a metà viaggio è andata in avaria. A salvare Lamin e i suoi compagni di avventura, anche stavolta ha provveduto una motovedetta della marina italiana. Dopo una settimana di sosta a Lampedusa, il trasferimento a Roma, dove ha avuto la fortuna di essere accolto come un figlio da una famiglia della Capitale e dove i bisogni primari, hanno subito lasciato il posto alla passione per il calcio. Arrivato nel mese di luglio ad Avezzano per un provino è stato poi tesserato dalla società. (p.o.)

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