Dal mare alla montagna l’Abruzzo si veste di rosa

Domani la San Salvo-Roccaraso darà uno scossone alla classifica
PESCARA. L’Abruzzo si colora di rosa per l’arrivo del Giro d’Italia. Milioni di euro a disposizione per il rifacimento del manto stradale, soldi dalla Regione per Rcs e per i Comuni per vivere tre giorni di ciclismo ad alto livello. L’ultimo finanziamento della giunta Marsilio è di qualche giorno fa: 36mila euro al Comune di Tortoreto che conta di spendere circa 186mila euro per la manifestazione e 10mila euro al Comune di San Salvo.
Di solito l’eccitazione per le due ruote arriva a maggio, questa volta causa Covid è slittata all’autunno. E proprio la revisione del calendario ha regalato all’Abruzzo la seconda tappa. Originariamente era prevista soltanto la San Salvo-Tortoreto; poi è saltata la partenza del Giro dall’Ungheria e sono aumentate le frazioni italiane. Così domani si correrà la San Salvo-Roccaraso e martedì la Lanciano-Tortoreto. In mezzo la giornata di riposo. Si corre con l’incubo del Covid. E la tappa di domani sarà eccitante: vuoi perché partirà dalla costa e terminerà in montagna, vuoi perché, inevitabilmente, arriverà il primo scossone alla classifica. Chi ha ambizioni di arrivare a Milano con la maglia rosa non può fallire l’appuntamento. Tappa dura. Arrivo a quota 1.700 metri, all’Aremogna. Prima un tratto sulla costa, poi il transito a Guardiagrele per poi in sequenza scalare il Passo Lanciano, il Passo di San Leonardo e il Bosco di Sant’Antonio. Salite di elevata lunghezza e la prima anche con pendenze a doppia cifra. Dopo Pescocostanzo e Rivisondoli si raggiunge Roccaraso dove inizia l’ascesa finale. L’ultimo traguardo a Roccaraso risale al 2016 (Giro vinto da Vincenzo Nibali), il 12 maggio. A spuntarla fu il belga Tim Wellens, classe 1991, fuggito da solo quando mancavano sedici chilometri. In precedenza, nel 1987, fu Moreno Argentin ad aggiudicarsi la Rieti-Roccaraso. È particolarmente atteso all’opera il teatino Giulio Ciccone (54° in classifica generale a 25’34”) della Trek Segafredo. Si passerà per la sua Chieti e dovrà guardare le spalle a Vincenzo Nibali che ha nel mirino la maglia rosa (a 1’01” da Joao Almeida). Non è in gran forma visto che ha smaltito le scorie del Covid giusto in tempo per essere al via. Ma potrebbe cercare gloria sulle strade di casa che ben conosce. Lo stesso dicasi per Dario Cataldo (53° in classifica a 25’17”), di Miglianico, della Movistar. C’è poi, ovviamente, la Vini Zabù Ktm del patron abruzzese Valentino Sciotti che ci tiene a fare bella figura. Qualcuno di certo partirà in fuga sperando nel colpo grosso. Non ci sarà il bagno di folla, causa coronavirus, ma l’Abruzzo proverà a mostrare le sue bellezze paesaggistiche a una platea intercontinentale. Milioni di spettatori, una vetrina che durerà tre giorni. (r.c.)
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