Dall'Olimpico la svolta? Basta crederci

di ANTONIO DE LEONARDIS Dopo dieci minuti la partita dell'Olimpico sembrava praticamente chiusa. L'infortunio-lampo di Bahebeck e poi la doppietta facile facile di Dzeko, quasi fosse la...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Dopo dieci minuti la partita dell'Olimpico sembrava praticamente chiusa. L'infortunio-lampo di Bahebeck e poi la doppietta facile facile di Dzeko, quasi fosse la partitella di metà settimana tra i titolari e i ragazzini della squadra allievi. Un incubo che aveva tutta l'aria di una batosta annunciata con i biancazzurri in totale balia di avversari decisamente fuori portata. Il resto del match ha invece regalato un'altra storia che avrebbe probabilmente meritato anche il lieto fine per la ritrovata formazione di Oddo. Sì, lieto fine, perché non solo non c'è stata la temuta goleada, ma perché la reazione dei biancazzurri, finiti in fretta al tappeto, è stata decisa, convincente, di grande orgoglio e pure parecchio apprezzabile sul piano tecnico, sicuramente al di là delle più ottimistiche attese. Sullo 0-2 che sembrava già una scontata sentenza, è sparita invece la paura, si è rivisto come d'incanto il Pescara dei momenti migliori, quello che, nonostante i suoi limiti e i suoi problemi strutturali, è capace di giocarsela alla pari. Era capitato in avvio di stagione in occasione delle sfide col Napoli e con l'Inter, era successo col Sassuolo e pure qualche settimana fa con il Milan, una serie di prestazioni di buon livello che avevano però fruttato la miseria di un punto, contribuendo così a far sparire pian piano autostima e le tante certezze acquisite nel corso della stagione della promozione. La ricerca di nuove strade da parte di Oddo (oltretutto alle prese con troppe assenze importanti), è sembrata una scelta obbligata dopo il pesante rovescio casalingo con l'Empoli, il devastante uno-due di Dzeko ha probabilmente segnato una svolta, a patto che i biancazzurri riescano a far tesoro della ritrovata identità che è fatta di gioco, velocità, coraggio, capacità di andare anche oltre i propri limiti proprio puntando su certezze acquisite già nel corso del vittorioso campionato di B. E' l'unica strada da percorrere se si vuol continuare a sperare di lottare per la salvezza senza sognare nel momento meno opportuno che le soluzioni giuste arrivino dalla lotteria del mercato di gennaio che troppo spesso in passato ha regalato illusioni e delusioni. La salvezza è adesso, ovvero da qui alla fine dell'andata, puntando sulle proprie qualità, che non sono poche, e facendo tesoro degli errori che hanno poi determinato tante battute d'arresto anche immeritate. Niente cali di tensione, in sostanza, la capacità di giocare al meglio e con la massima concentrazione i vari momenti della gara, la stessa voglia di provarci e la stessa determinazione mostrate contro le grandi da mettere in campo, possibilmente dal primo all'ultimo minuto, anche contro avversari che dovrebbero essere quanto meno di pari livello.
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