Dalla festa all’incubo: l’Amatori è fuori dalla A2

17 Luglio 2019

La Fip, dopo il parere della Comtec, non ammette i pescaresi al campionato

PESCARA. Quanto si temeva si è puntualmente verificato. L’Amatori perde la serie A2, con il consiglio federale Fip, che sulla base della relazione della Comtec, non ha ritenuto sufficienti i requisiti evidenziati dalla società pescarese per la partecipazione alla nuova e ambita categoria, conquistata sul campo con meriti e sudore. Trent’anni per riportare Pescara in A, trenta giorni per assistere al crollo delle legittime aspettative del team e degli appassionati. Non è detta comunque l’ultima parola, c’è la possibilità del ricorso che l’Amatori sta vagliando ma con molta cautela, giacché in caso di mancato accoglimento la società sarebbe costretta a ripartire dal campionato più basso a libera partecipazione (Promozione), mentre accettando il verdetto che respinge l’iscrizione alla A2 potrebbe avere qualche possibilità di reiscriversi al campionato di B per la prossima stagione 2019/2020.
È sopraggiunta dunque molta amarezza, eppure sono ancora vicini gli echi del successo e dei festeggiamenti legittimamente messi in campo dai pescaresi, dopo quel memorabile 16 giugno 2019 di Montecatini che valse una gagliarda promozione, inattesa ed impronosticata, battendo gli eterni rivali del San Severo. Paradossalmente, dopo oltre 40 anni di attività, si sono toccati nel giro di pochi giorni il momento più alto e quello più delicato di tutta la storia del team biancorosso. La partecipazione alla A2, comporta regole più stringenti che evidentemente la Comtec, organismo federale appositamente preposto al controllo prioritario di contabilità e bilanci delle società, ha ritenuto che l’Amatori non possegga. Una doccia fredda per una struttura organizzativa e societaria che nonostante gli sforzi non è stata ritenuta sufficientemente idonea alla categoria. In attesa delle motivazioni, alla base della penalizzazione appare presumibile che ci siano questioni contabili e di bilancio. D’altronde bisogna anche dire che di fronte al successo inatteso c’è stato poco tempo per adeguarsi alla nuova e più dettagliata normativa federale, impostata per assicurare un regolare svolgimento del campionato. Lo sforzo principale, quello finanziario necessario per l’iscrizione, è stato fatto dai dirigenti pescaresi, così come la redazione di una completa domanda di partecipazione, ma evidentemente sono mancati altri requisiti. Se l’esito del consiglio federale venisse confermato, dunque, non deriverebbe da mancati adempimenti contestuali al processo di iscrizione, ma da ragioni contabili strutturali relative al sodalizio. Un veto a salire sul nuovo palcoscenico generato da situazioni interne alla società, prima ancora della verifica dell’appoggio auspicato (e prevedibilmente complicato) da parte degli operatori economici locali a sostegno del nuovo livello cestistico conquistato.
«Stiamo valutando il da farsi» afferma il vice presidente Luca D’Onofrio, «e siamo sorpresi perché pensavamo di avere i requisti, o comunque, come nuova realtà della A2, ritenevamo superabili eventuali problemi legati alla partecipazione al torneo». Si accantonano almeno per ora gli attesi derby con Roseto, e più in generale lo scontro con parte dell’èlite del basket nazionale. E si apre la strada della A2 alla Decò Caserta, che sarebbe la prima squadra a beneficiare del posto lasciato libero dai pescaresi. Un momento carico di amarezza che arriva dopo un successo storico, e dopo anni di sacrifici nei quali l’Amatori ha sempre onorato i campionati ai quali ha partecipato. In questi giorni la situazione si chiarirà definitivamente, con l’auspicio che non venga disperso quel patrimonio di passione e di affetto verso i colori dei biancorossi, che gradualmente e dopo tante stagioni ha riportato sugli spalti centinaia di appassionati, ed elevato il livello tecnico del basket cittadino.
Paolo Toro
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