Dalla gloria all’oblio: l’Abruzzo resta fuori dal futsal di serie A

18 Settembre 2024

Per la 2ª stagione consecutiva nessun club iscritto Mammarella e poco altro: solo 5 i giocatori nostrani

PESCARA. C'era una volta il futsal. Per la seconda stagione consecutiva, la serie A di calcio a cinque parte senza una squadra abruzzese ai nastri di partenza. Il deserto, da quando, nell'estate del 2023, si è chiusa la breve parentesi del Futsal Pescara, erede per due sole stagioni della gloriosa storia dell'Acqua&Sapone, terminata nel 2021 dopo un decennio di serie A condito da sette trofei (scudetto, tre Coppe Italia, due Supercoppe e una Winter Cup), una partecipazione alla Champions League e due scudetti giovanili (Juniores e Under 17).
GLI ANNI RUGGENTI Eppure la nostra regione era stata, per almeno quindici anni, la capitale italiana del futsal. Dai fasti del grande Montesilvano del patron Iervolino, unico club italiano a vincere la Champions League (nel 2011, contro lo Sporting Lisbona), al Pescara prima di D'Angelantonio e poi di Iannascoli, capace di alzare trofei, giocare finali e arrivare alla Final Four europea (ultima italiana ad averla centrata). Poi l'exploit della famiglia Barbarossa, con il marchio Acqua&Sapone, a dominare la scena italiana fino a pochi anni fa con lo spagnolo Tino Perez alla guida (ora al Barcellona).
Le tre corazzate, per alcune stagioni, si sono sfidate a suon di derby riempiendo palazzetti con migliaia di appassionati. Brevi apparizioni anche per il Civitella Colormax e per il Futsal Pescara del patron Mazzocchetti.
I PIONIERI Non vanno dimenticate le storie gloriose del primo Pescara, Icobit e poi Fas, e del Cus Chieti, due club che hanno aperto la strada al grande futsal della nostra terra, portando in Abruzzo tecnici e calciatori brasiliani che negli anni successivi sono diventati autentiche istituzioni, ma soprattutto valorizzando decine di atleti locali, saliti alla ribalta fuori dai confini. Su tutti, l’indimenticabile Corrado Roma, a cui oggi è intitolato il palazzetto di Montesilvano. Gli anni d’oro del vecchio Pescara e del Chieti iniziarono nei primi ’90, quando il “calcetto” era solo agli albori in Italia.
ABRUZZESI IN SERIE A Cosa resta di questo grande passato? Poco, pochissimo. Quattro "superstiti" abruzzesi doc che continuano a calcare i palazzetti più importanti d'Italia. A guidare il team dei nostri rappresentanti è il 40enne teatino Stefano Mammarella, leggenda vivente conosciuta in tutto il mondo, che giocherà la sua seconda stagione tra i pali dell'Ecocity Genzano, il club che ha portato per la prima volta in Italia la star portoghese Ricardinho. La scuola dei portieri prosegue con il 30enne Germano Montefalcone, confermato dalla Feldi Eboli con cui ha giocato in Champions e vinto la Supercoppa nella passata stagione. A Dosson, provincia di Treviso, prosegue l'avventura di Lorenzo Pietrangelo da Cepagatti, 29 anni, cresciuto nel Pescara e passato già dal trevigiano e da Napoli. Unici giocatori di movimento abruzzesi sono Paolo Cesaroni e Pierluigi Galliani. Cesaroni, classe 1991, cresciuto nelle giovanili del Pescara Calcio con Verratti, Inglese e altri, dopo un lungo giro d'Italia, diventato da poco papà del piccolo Leonardo, ha scelto l'Active Network Viterbo come nuova destinazione. Galliani, 29 anni, anche lui cantera pescarese, da questa stagione all'Italservice Pesaro, dopo le stagioni con Matera, Came e Eboli.