Davanti al maxischermo un’altalena di emozioni

Oltre mille sportivi di fede biancazzurra sfidano il freddo riempiendo l’antistadio Boati in occasione dei gol e della prodezza di Fiorillo. Poi, la delusione per il 2-2
PESCARA. Sono le 14.30, ma il piazzale antistante lo stadio Adriatico è già un mare biancazzurro. Almeno mille tifosi hanno scelto di seguire Salernitana-Pescara sul maxischermo voluto dal presidente Sebastiani è montato grazie alla collaborazione del Comune. La trasferta in terra campana è stata vietata, ma qui la voglia di sostenere la squadra di Oddo è altissima. Sciarpa al collo, birra in mano e bandiere al vento: ci si prepara così ad assistere al nuovo impegno del Delfino, intanto che l'afflusso continua. Ormai mancano pochi minuti al calcio d'inizio, e allora arriva anche la tifoseria organizzata. L'ultima raccomandazione suona come un invito a far tornare l'Adriatico un catino inespugnabile, un campo ostile per qualsiasi avversario. Poi è davvero tutto pronto per cominciare. L'arbitro Aureliano fischia l'avvio e gli occhi di tutti vengono calamitati dalle prime immagini che arrivano da Salerno. Il Pescara parte bene, Lapadula riesce anche a superare Terracciano, ma è in offside. L'urlo dei tifosi rimane strozzato in gola. Intanto i granata passano in vantaggio e il silenzio cala sul folla. Per dieci minuti. Tanto, infatti, serve al capocannoniere del torneo, Gianluca Lapadula, per ristabilire la parità con una grandissima giocata. Questa volta l'esplosione è liberatoria: un boato fortissimo sommerge anche la voce della telecronaca (video sul sito www.ilcentro.it). Di nuovo a galla. Le bandiere possono riprendere la danza, mischiate alla coltre dei fumogeni. L'entusiasmo è tornato e si puó ripartire. A pochi minuti dall'intervallo i padroni di casa restano in dieci, alimentando l'ottimismo durante il riposo. "Vinciamo noi, non ce n'è per nessuno", dice un ragazzo al telefono. Il rosso a Caprari in avvio di ripresa non influisce sull'umore dei tifosi, esaltato anzi pochi minuti dopo dall'asse Lapadula-Verde. Il primo gol del neo acquisto del Pescara manda in visibilio tutti i presenti, tanto che le transenne montate sotto lo schermo cedono travolte dall'impeto della folla. Una gioia enorme, che aumenta qualche giro di lancette più in là, quando l'arbitro assegna il secondo rigore ai padroni di casa. La sfida Coda-Fiorillo si ripete, ma stavolta a spuntarla è il portiere pescarese. Altro boato, sempre più forte. Manca poco alla fine, sembra fatta. L' ottava vittoria consecutiva è proprio lì, dietro l'angolo, se non fosse per Alfredo Donnarumma. L'ex partner di Lapadula, a 5' dalla fine, si ritrova un pallone facile facile in area e fa 2-2. L'urlo dell'Arechi cozza con la delusione che affiora sul volto dei sostenitori biancazzurri, beffati proprio all'ultima curva. C'è chi impreca, chi abbandona. Gli occhi di tutti si perdono nel vuoto, mentre si resta lì, fermi, a guardare i giocatori in maglia granata esultare sotto la loro curva. Gli ultimi a mollare provano a caricare il resto del gruppo. "Dai che la vinciamo", grida un ragazzo appoggiato alla ringhiera. Invece no. Perché nell'ultima azione della partita Verre non inganna il direttore di gara, che anzi lo ammonisce dopo il suo tuffo, goffo, in area di rigore. Quindi fischia la fine. Adriano De Stephanis
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